Italia. Siringhe sporche non piu' prima causa trasmissione Hiv
Nel 1994 il 69,1% dei casi diagnosticati di aids era legato all'uso di droga. Oggi, la siringa resta uno dei principali vettori di contagio della malattia, ma i casi di contagio che coinvolgono tossicodipendenti e' dimezzato, scendendo al 30,8%. Sono i dati contenuti nel rapporto "Aggiornamento dei casi di aids notificati in Italia e delle nuove diagnosi di infezione da Hiv", elaborato dal Centro operativo Aids e presentato stamattina all'Istituto superiore di sanita'.Prima del 1994, i tossicodipendenti rappresentavano il 66,7% dei nuovi casi di aids registrati in Italia. A questo dato va aggiunto il 2,4% di casi di persone tossicodipendenti e omosessuali. Ai contatti eterosessuali va imputato l'11,8% dei casi registrati prima del 1994. Al contagio tra omosessuali o bisessuali 15,7%. Oggi le cose sono cambiate, e il buco non e' piu' il primo fattore di contagio. Il 42% dei nuovi casi di aids registrati nel periodo 2004-2005 e' dovuto infatti a contatti eterosessuali. I tossicodipendenti sono il 30,8%, le persone tossicodipendenti e omosessuali che hanno manifestato l'Aids sono lo 0,6%. E' legato a comportamenti omosessuali o bisessuali il 19,7% dei contagi.
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