Martedì 9 giugno 2026
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Italia. Societa' Italiana Cure Palliative contro la nuova legge sulle droghe

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Tecnici e studiosi che hanno partecipato al 13/o congresso della Società Italiana Cure Palliative, che si chiude a Bologna dopo quattro giorni, hanno criticato i recenti provvedimenti di legge che hanno modificato il Dpr 309/90 assegnando i derivati della cannabis, in particolare il tetraidrocannabinolo, alla tabella delle sostanze che non hanno valore terapeutico. "Un abbaglio di fronte a numerosi studi che dimostrano un effetto analgesico per questa sostanza, attualmente in commercio in Canada e che vede sperimentazioni in corso in Inghilterra e in Spagna", ha affermato Augusto Caraceni, presidente del comitato scientifico del congresso Sicp. Vari interventi hanno sottolineato l' utilità del tetraidrocannabinolo anche in dolori neuropatici di interesse delle cure palliative. Ma l' attuale legislazione potrebbe ostacolare questa sperimentazione clinica per la posizione dei cannabinoidi tra le sostanze "che non trovano nessun impiego terapeutico". "L'Italia rimane ancora uno dei paesi europei dove il consumo di oppioidi (e in particolare di morfina) per il sollievo del dolore risulta più basso - ha detto ancora Caraceni - Questo nonostante attualmente si abbia a disposizione un maggior numero di farmaci oppiodi e di preparazioni adatte a trattare gli specifici dolori gravi nelle diverse malattie croniche, degenerative e terminali. Ma la cultura del controllo tempestivo ed efficace del dolore - ha detto ancora - deve ancora crescere a tutti i livelli delle figure professionali implicate, dal medico di medicina generale allo specialista di oncologia o chirurgia e pure a livello della popolazione. Gli spazi di autonomia e la rispettabilità delle cure palliative - ha concluso Caraceni - sono strumento di diffusione di questa cultura".
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