Italia. Lo stress da ufficio genera la dipendenza
Stress ed incertezza da mobbing in ufficio generano dipendenza da droghe. E' quanto emerge dal rapporto di ricerca effettuato dal "Progetto Euridice" a livello nazionale i cui dati saranno presentati nel dettagli e discussi a Napoli domani e sabato nel corso del seminario europeo "Dipendenze da sostanze da lavoro. Un confronto europeo".Secondo la ricerca 1 lavoratore su 12 afferma di essere a conoscenza che nel suo ambiente di lavoro esiste il consumo di droghe sintetiche; 1 su 2 dice di non sapere a chi rivolgersi in caso di aiuto; 1 su 2 attribuisce allo stress ed al mobbing il rischio di spingere un lavoratore al consumo di droghe sintetiche. Mentre alla domanda su cosa serve maggiormente nel mondo del lavoro quando si ha a che fare con problemi di dipendenza, 1 lavoratore su 5 ha risposto che una politica aziendale che favorisca questi lavoratori, magari in gruppi, porta ad una conoscenza precisa dei comportamenti opportuni da tenere quando ci si imbatte in colleghi alle prese con le dipendenze.
Il confronto, e' promosso dalla cooperativa di studio e ricerca sociale Marcella. "La tendenza che emerge -ha spiegato il responsabile del progetto, Giuseppe De Luca- e' simile nei diversi contesti di lavoro. Nel corso di questo seminario cercheremo di fare il punto e di spingere affinche' aumenti la prevenzione in questo settore. Bisogna creare un clima di accettazione della diversita' e di inclusione sociale".
De Luca ha espresso "preoccupazione" per il ddl presentato da Gianfranco Fini: "il lavoratore sotto stress -dice- che assume sostanze stupefacenti o alcool, e' un problema socio-sanitario per la nostra struttura e non deve diventare un caso politico".
Analoghe preoccupazioni vengono dagli altri operatori europei: "in Inghilterra -afferma Tom Mellish, del Trade Union Congress- abbiamo un approccio diverso al problema. La cannabis e' stata declassata e soprattutto nelle grandi citta' non e' considerata un problema, perche' le autorita', giustamente, ritengono che le energie, le forze di polizia, debbano essere destinate in altre repressioni, altri reati e non perseguitare chi usa modiche quantita' per uso personale".
Il portoghese Alvaro Cartas della CGTP-IN e' preoccupato: questo atteggiamento repressivo, ipotizzato dal Governo italiano, potrebbe innescare in Europa e nel proprio Paese analoghe proposte restrittive, che "certamente non servono a risolvere il problema, come per i tanti lavoratori stressati o mobbizzati, che lo fanno".
Il belga Guido Maertens della De Sleutel, si chiede: "Mi sembra che Fini vada piu' nella direzione di creare consenso e immagine che in quella di risolvere il problema. Anche da noi c'e' una legge per il divieto di bere alcolici ai minorenni, e' servita per tranquillizzare le coscienze, ma nessuno nel Paese controlla. Anche per questo, e da incontri come il nostro, fatto tra operatori sociali che vivono tutti i giorni il problema, debba venire, come gia' ha fatto il Progetto Euridice, di avanzare per l'Europa una proposta unica a tutela dei lavoratori stressati o afflitti da mobbing".
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