Giovedì 11 giugno 2026
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Italia. Sull'eroina a Zurigo 10 anni di legalita' battono 50 anni di ideologie

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"Ci felicitiamo con l'amministrazione della citta' di Zurigo per aver con la forza dei fatti saputo conquistare l'approvazione del 75% dei cittadini sulla continuazione del decennale programma di distribuzione di eroina ai tossicodipendenti sotto controllo medico", commenta cosi' Marco Cappato, segretario dell'Associazione Luca Coscioni.
"Come radicali siamo orgogliosi di avere piu' volte ospitato, anche nella sede del Parlamento europeo, i responsabili del progetto, che venivano a parlare della criminalita' in calo, delle overdosi in calo, della recuperata capacita' di inserire il cittadino dipendente da eroina nell'ambiente lavorativo e familiare. In Italia gli effetti corrosivi del virus clericale impediscono al duopolio della partitocrazia italiana persino di prendere in considerazione progetti come quello di Zurigo. Subito si alzerebbero le schiere bipartisan di tromboni e moralisti -oltre alla sempre piu' nutrita corte di clientes, salvatori di anime e lavatori di cervelli a spese dello Stato- a sbraitare contro la "droga di Stato" e altre fesserie del genere. Se non ci fosse stata la Corte costituzionale ad impedirlo -violando la Costituzione su ordine dei partiti- anche i cittadini italiani avrebbero potuto da anni votare per una politica sulle droghe ragionevole, con l'obiettivo di riportare nella legalità quello che oggi e' terreno di conquista dei narcotrafficanti e dei terroristi internazionali. Consigliamo a Gianfranco Fini, prima di affrontare la sua nuova-vecchia crociata di craxiana memoria, di dismettere per un attimo il suo ruolo -storicamente perdente- di leader della nuova ondata proibizionista, e di prendersi qualche giorno di vacanza a Zurigo e studiare perche' i cittadini hanno plebiscitato la prosecuzione senza limiti di tempo del programma di somministrazione controllata di eroina".
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