Italia. Torino. Esercito al Parco Stura? E lo spaccio si sposta altrove
Una migrazione lenta, come i passi stentati che trascinano i tossicodipendenti. Dal parco Stura, dove avevano trovato una narcosala all?aperto, oltre che una sorta di rifugio per molti di loro, gli uomini-ombra hanno iniziato a spostarsi nelle altre aree della città. Due settimane fa il massiccio arrivo dell?esercito a pattugliare, a supporto di polizia e carabinieri, l?area di sassi e arbusti che da corso Giulio Cesare si allarga lungo il torrente Stura. Da allora la zona di fronte al Novotel e al Palazzo della moda si è improvvisamente spopolata. Ancora una manciata di arresti nei primi giorni e poi un resoconto sempre più stringato. Una ventina le persone identificate al giorno, uno o nessuno straniero senza documenti accompagnato per accertamenti.
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ALTRI COMMENTI
Gli esponenti radicali torinesi Domenico Massano e Giulio Manfredi hanno dichiarato:
"I primi risultati dell'intervento dell'esercito ci dicono che si è riusciti semplicemente a spostare un problema localizzato in un luogo, Parco Stura, su tutto il territorio cittadino. Questo rende il fenomeno meno controllabile, accrescendo i rischi per le persone tossicodipendenti e per l'intero tessuto urbano, che deve confrontarsi con una situazione inaspettata e altamente problematica.
Come giustamente afferma il dott. Paolo Jarre (direttore dipartimento dipendenze ASL 5 di Rivoli) questo uso dei militari serve davvero a poco "servivano ospedali e docce" e, magari, la riapertura del discorso sulle narcosale.
Sicuramente servirebbe, quantomeno, un confronto tra i titolari dei diversi interventi (militari, sanitari, sociali e di riqualifica), per evitare di intraprendere demagogicamente azioni i cui risultati rappresentano un problema più grande e complesso di quello che si tentava di affrontare in un primo momento.
Le recenti morti di cittadini tossicodipendenti rappresentano una tragedia "evitabile" che dovrebbe richiamare l'attenzione dell'intera cittadinanza, ma, soprattutto, dei rappresentanti politici (Sindaco ed Assessori in primis) sull'urgenza di avviare un confronto serio e responsabile sull'attuale situazione, coinvolgendo le diverse parti in causa (esercito, servizi sanitari, sociali, cittadinanza, .) e prendendo in considerazione tutte le misure di intervento (incluse le narcosale), che potrebbero rientrare in una strategia di governo efficace del fenomeno."
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Gli esponenti radicali torinesi Domenico Massano e Giulio Manfredi hanno dichiarato:
"I primi risultati dell'intervento dell'esercito ci dicono che si è riusciti semplicemente a spostare un problema localizzato in un luogo, Parco Stura, su tutto il territorio cittadino. Questo rende il fenomeno meno controllabile, accrescendo i rischi per le persone tossicodipendenti e per l'intero tessuto urbano, che deve confrontarsi con una situazione inaspettata e altamente problematica.
Come giustamente afferma il dott. Paolo Jarre (direttore dipartimento dipendenze ASL 5 di Rivoli) questo uso dei militari serve davvero a poco "servivano ospedali e docce" e, magari, la riapertura del discorso sulle narcosale.
Sicuramente servirebbe, quantomeno, un confronto tra i titolari dei diversi interventi (militari, sanitari, sociali e di riqualifica), per evitare di intraprendere demagogicamente azioni i cui risultati rappresentano un problema più grande e complesso di quello che si tentava di affrontare in un primo momento.
Le recenti morti di cittadini tossicodipendenti rappresentano una tragedia "evitabile" che dovrebbe richiamare l'attenzione dell'intera cittadinanza, ma, soprattutto, dei rappresentanti politici (Sindaco ed Assessori in primis) sull'urgenza di avviare un confronto serio e responsabile sull'attuale situazione, coinvolgendo le diverse parti in causa (esercito, servizi sanitari, sociali, cittadinanza, .) e prendendo in considerazione tutte le misure di intervento (incluse le narcosale), che potrebbero rientrare in una strategia di governo efficace del fenomeno."
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