Italia. Torino. La "Salvia Divinorum" e' una droga
La varieta' di salvia venduta da alcuni negozi italiani in forma di sigarette aromatiche va considerata a tutti gli effetti una sostanza stupefacente: e' il parere della Procura di Torino, che sta conducendo un'inchiesta sui coffee-shop presenti nel territorio nazionale. Una consulenza tecnica l'ha definita un "potente allucinogeno".Il procuratore aggiunto Raffaele Guariniello, che sta coordinando gli accertamenti, ha chiesto ai carabinieri del Nas di controllare tutti i punti vendita e ritirare il prodotto; questa mattina, inoltre, ha parlato con il ministro della Salute, Girolamo Sirchia, mettendolo al corrente della situazione.
La pianta in questione e' la salvia divinorum, che si puo' fumare o prendere per bocca facendo sciogliere delle pasticche sotto la lingua. Un chimico dell'Universita' di Torino e' del parere che sia un allucinogeno potente come l'Lsd. Per questo, secondo il magistrato, deve essere inserito nell'elenco delle sostanze stupefacenti.
Guariniello si sta interessando anche ad altre sostanze che si trovano nei coffee-shop, come lo Yoimbe (uno stimolante sessuale) o l'Alsem (euforizzante e allucinogeno).
A Torino e' indagato un imprenditore milanese, responsabile di una catena di negozi Ecosmart per violazione della legge sui farmaci. La tesi e' che alcuni dei prodotti in vendita debbano essere considerati medicinali, e quindi siano soggetti a particolari autorizzazioni da parte del Ministero.
Sulla questione ha presentato un'interrogazione parlamentare al ministro Sirchia, il senatore di An Michele Bonatesta, secondo il quale "occorre che il ministro della Salute decida tempestivamente se e quali di queste sostanze vadano rese illegali. E, intanto, per cautelare i giovanissimi, bisogna proibirne la vendita via Internet, stabilire norme che impediscano la frequentazione degli Smartshop ai minori di 18 anni e severe sanzioni per quei titolari che non fossero in grado di garantire tale divieto. La tolleranza zero verso ogni forma di istituzionalizzazione e legalizzazione complice della cultura dello sballo, che giustamente il Governo ha detto di voler perseguire, non puo' essere aggirata da questi espedienti".
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