Venerdì 12 giugno 2026
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Italia. Troupe delle Iene iscritta nel registro degli indagati

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Sono indagati dalla procura di Roma per violazione della privacy i tre componenti della troupe del programma 'Le Iene' che ha eseguito il test antidroga su 50 politici italiani. Nel registro degli indagati, secondo quanto si e' appreso, e' finito anche il nominativo del responsabile del programma che ha commissionato il servizio.
L' ipotesi di violazione della privacy configurata dal procuratore Giovanni Ferrara e dal sostituto Salvatore Vitello riguarda le modalita' di acquisizione del sudore degli interpellati attraverso un tampone che rivela se si sono assunte sostanze stupefacenti nelle ultime 36 ore. Secondo il programma di Italia 1 il test ha rivelato che 16 parlamentari sui 50 del campione analizzato avevano fatto uso di sostanze stupefacenti: di questi, 12 avevano assunto cannabis e quattro cocaina. L' indagine della procura e' partita in seguito ad alcune denunce.
La vicenda aveva suscitato un vespaio di polemiche ed il Garante della Privacy aveva bloccato la messa in onda del servizio. Nei giorni scorsi sono stati sequestrati i tamponi ed i filmati realizzati dalla troupe.

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"E' incontestabile l'iscrizione nella lista degli indagati per il reato di violazione della troupe del programma televisivo Le Iene e della persona che ha commissionato il servizio, mai andato in onda, in cui alcuni parlamentari sono risultati positivi a un test antidroga effettuato a loro insaputa". Lo si legge in una nota di Gianluca Melillo, responsabile Cultura, sport, spettacolo e turismo dello Sdi/Rnp Lazio. "Ma e' altrettanto vero che dopo le solite e ipocrite dichiarazioni di buona volonta' di molti politici, tutto e' gia' caduto nel dimenticatoio. Ci auguriamo che almeno alcuni dei personaggi che ci rappresentano in seno alle piu' alte cariche istituzionali, abbiano il coraggio e la coerenza di fare outing in materia di droga".

"È sorprendente che si apra un'indagine su un programma televisivo come quello delle Iene perche' francamente non si riesce a capire quali violazioni della privacy ci siano state se il servizio non e' andato in onda e se non e' possibile individuare i parlamentari che hanno fatto uso di sostanze stupefacenti". Lo ha affermato il capogruppo dei Verdi alla Camera, Angelo Bonelli. "Ci auguriamo - ha proseguito Bonelli - che l'indagine non vada avanti dal punto di vista giudiziario perche' l'iniziativa delle Iene ha il merito di aver evidenziato la grande ipocrisia di certa politica italiana, che da un lato emette leggi punitive per tanti ragazzi che fumano uno spinello, dall'altro consuma sostanze stupefacenti. A questo punto e' indispensabile aprire un confronto sulla Fini-Giovanardi, legge inutile e dannosa".

Siamo al grottesco che vede indagato chi disvela un possibile reato e libero il reo'. Cosi' Alessandra Mussolini, europarlamentare di Alternativa Sociale, commenta l'inchiesta a carico degli autori del programma 'Le Iene' dopo il servizio sul consumo di sostanze stupefacenti da parte di deputati.
'Domando ancora come mai non si e' aperta un'inchiesta a carico degli ignoti parlamentari che hanno acquistato illegalmente sostanze stupefacenti per i loro usi.
L'obbligatorieta' dell'azione penale - aggiunge la Mussolini - imporrebbe ai magistrati l'apertura di un fascicolo a carico di ignoti per poi cercare le loro generalita' all'interno dello stabile di Montecitorio'.
'Cosi' come asseriscono essere dovuta - conclude l'esponente di As - l'indagine verso Le Iene, lo sarebbe di piu' per il danno sociale intrinseco quella verso i deputati drogati'.

Maria Burani Procaccini, di Forza Italia, si dice 'non favorevole' all'apertura dell'inchiesta penale sulla troupe delle Iene che ha fatto il servizio sulla droga fra i parlamentari, 'anche perche' sono certa - spiega l'esponente di Forza Italia - che si creera' un vespaio per cui, legittimamente, la gente pensera' che chi fa servizi contro i peccati del potere viene perseguito giuridicamente'.
L'auspicio di Maria Burani Procaccini e' che 'chi assume droga, fra di noi, dovrebbe uscire allo scoperto'.
'Sono e saro' sempre grata alle Iene - prosegue la parlamentare - perche' hanno smantellato piu' volte reti di pedofili e di maniaci: lo scorso anno volevo anche premiarli alla giornata per l'infanzia, ma l'ansia protocollare di qualche funzionario solerte mi blocco''. Ora 'spero che non si giri la frittata: e' colpevole chi, da parlamentare, tira cocaina e non - conclude Maria Burani Procaccini - chi fa servizi giornalistici'.
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