Italia. Urge riforma della legge. Varie reazioni alle dichiarazioni di Livia Turco
"Le dichiarazioni del ministro Livia Turco a 'Repubblica' sono da salutare come un fatto positivo. Quando dice che 'dobbiamo far presto a modificare la legge' sulle droghe, sottolinea non soltanto il problema di merito, dell'inefficacia di politiche 'solo repressive', ma anche e soprattutto l'urgenza di una soluzione ai problemi che tali politiche fanno vivere al mondo della giustizia e del carcere nel nostro Paese". Lo afferma Marco Cappato, deputato europeo radicale e membro della segreteria della Rosa nel Pugno."Durante il dibattito sull'indulto, sono stati in molti, anche tra i contrari a sostenere la necessita' di riforme strutturali per risolvere alla radice alcuni dei mali che affliggono il nostro sistema penitenziario e giudiziario. Certamente, una legge che crea automaticita' assurde tra quantita' di sostanza detenuta e reato di spaccio, e che colpisce indiscriminatamente anche quelle non-droghe consumate abitualmente o occasionalmente da milioni di persone, rappresenta una delle principali cause di 'creazione del crimine', e dunque di intasamento dei tribunali e degli istituti di pena. Per non vanificare gli effetti del provvedimento di indulto, e anche della amnistia che come Rosa nel Pugno proponiamo per la ripresa dei lavori parlamentari, la riforma della legge sulle droghe e' la piu' urgente delle riforme strutturali necessarie per la certezza del diritto e la legalita' nel nostro Paese".
Alcune delle linee guida indicate dal Ministro Turco 'sono convincenti e vanno nella giusta direzione ma la legge Fini sulle droghe va superata'. E' quanto afferma Pino Sgobio, capogruppo dei Comunisti Italiani alla Camera dei Deputati.
"Piu' che una revisione sarebbe utile e opportuno prevedere un urgente e radicale superamento di questa normativa dal nostro ordinamento, perche' non e' con la repressione che si ottengono risultati positivi in questo delicato ambito'.
"E' totalmente condivisibile l'analisi e la prospettiva in materia: ma bisogna passare dalle parole ai fatti per cui il Ministro potrebbe in tempi brevi rivedere decreto ministeriale e tabella annessa sull'uso personale delle sostanze stupefacenti." A parlare e' il Presidente della Commissione Ministeriale per la riforma del codice penale, Giuliano Pisapia che si dice in perfetta sintonia con il Ministro della Salute, Livia Turco sulle storture della legge Fini-Giovanardi come i 5515 provvedimenti di polizia per persone fermate in carcere mediamente per 10 giorni. "Il provvedimento, coerente con il programma dell'Unione, puo' esser preso senza nessuna modifica legislativa ed intervento del Parlamento. Non vi e' alcuna giustificazione per dover attendere l'approvazione di una modifica sostanziale della legge che necessita di tempi, certamente, non brevissimi". Dunque, per non dover aspettare mesi e mesi una modifica della legge, "c'e' la soluzione -conclude Pisapia- di un celere ed immediato intervento sul decreto ministeriale con cui e' stata introdotta la nota 'tabella' sul consumo personale di sostanze stupefacenti".
"Bene l'intenzione del Ministro di rivedere la legge Fini-Giovanardi: piu' delle belle parole contano i fatti e questi sono la nomina delle commissioni ministeriali, le fonti cui si ispirano e, soprattutto, la cancellazione di quel decreto ministeriale sulle tabelle delle dosi". E' quanto sostiene il criminologo e psichiatra Francesco Bruno. "E' stato un assurdo scientifico e giuridico fissare la discriminante di una dose al di sopra della quale e' spaccio e al di sotto e' consumo: non esiste scientificamente una dose per drogarsi, cosi' come non esiste una quantità ' di alcool per ubriarcarsi". Giusto, quindi rivedere un provvedimento errato nelle fondamenta. "A decidere se e' spaccio o consumo non deve e non puo' esser la legge ma il giudice mediante gli strumenti a sua disposizione". Quindi, "aspetto il Ministro Turco alla prova dei fatti e questi sono le commissioni ministeriali nominate per studiare ed analizzare il fenomeno; la loro composizione nonche' le fonti cui si ispirano: infine mi auguro che in attesa della revisione della legge, il Ministro metta mano, cancelli, il decreto ministeriale con tabelle annesse".
"E' totalmente condivisibile quello che dice il ministro Livia Turco sulla necessita' di affrontare alle radici la legge Giovanardi-Fini sulle droghe. Su questo argomento ci sono stati gia' contatti tra il ministero della Sanita', quello della Giustizia e quello della Solidarieta' sociale. La mia valutazione politica personale e' che quelle norme vadano abrogate". Cosi' il sottosegretario alla Giustizia Luigi Manconi, con delega all'amministrazione penitenziaria, ha commentato la posizione espressa dal ministro Turco, in una intervista a 'Repubblica', sulla necessita' di superare la normativa che ha inasprito le sanzioni per chi viene trovato in possesso di stupefacenti, pesanti e leggeri.
"Analizzando le cause meno congiunturali dell'affollamento del sistema penitenziario balzano agli occhi tre normative che piu' di altre hanno capacita' di produrre ingressi in carcere non motivati dall'allarme sociale o da reati particolarmente gravi: la ex Cirielli, la Bossi-Fini e la Giovanardi-Fini". Con riferimento alle 5.515 persone entrate in cella per effetto della nuova legge, la meta' delle quali - come ha detto la Turco - e' stata scarcerata dopo 11 giorni, Manconi sottolinea che si tratta di dati che "rivelano un fenomeno irrazionale, perche' una permanenza in carcere attorno alle due settimane non ha alcuna funzione di risocializzazione, o di disintossicazione per chi potrebbe averne bisogno. Viene infatti interrotta dal controllo della magistratura". In pratica, "produce solo sovraffollamento e provoca ai soggetti un impatto brutale con il sistema delle sanzioni".
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