Venerdì 12 giugno 2026
Menu

Italia. Veneto. Assessore regionale Udc: no a narcosale

Notizia ·
'Un'iniziativa, quella delle 'narcosale' proposta dalla Ministra Turco, non rispettosa della dignita' delle persone. L'invito a tutti gli Assessori Regionali alle Politiche Sociali a prenderne le distanze e a concentrarsi sui veri percorsi di cura e riabilitazione delle persone tossicodipendenti'. Lo scrive Stefano Valdegamberi, Assessore alle politiche sociali della Regione Veneto, in una lettera indirizzata alla Ministra della Sanita' Livia Turco e agli Assessori regionali alle politiche sociali.
'Sono convinto che per qualsiasi scelta di interesse sociale o sanitario che un buon amministratore pubblico debba fare (sia esso un Assessore Regionale che un Ministro della nostra repubblica) prima di tutto deve mettere al centro la persona con tutte le sue componenti: fisiche, psichiche, sociali, spirituali e morali. Non vi e' dubbio che non possiamo rinunciare alla lotta alla droga e al degrado sociale che essa si porta dietro, ma e' necessario vigilare anche verso le troppo facili soluzioni che penalizzano soprattutto le vittime delle droga. Soluzioni, come quella da lei proposta che spesso acquisiscono forme che apparentemente appaiono o vogliono essere fatte passare come scelte di civilta' o di salute pubblica. Mi riferisco proprio alla declamazione, cinica e non accettabile, del buon auspicio che Lei ha fatto sulla proposta di aprire le cosiddette 'narcosale' (piu' appropriatamente definibili come le camere del buco o meglio ancora della vergogna) proposte dal sindaco di Torino Chiamparino'. 'Non posso pertanto non condividere le valutazioni fatte in questi giorni anche dai maggiori esperti e scienziati italiani in materia che, nel valutare l'opportunita' di realizzare anche in Italia le 'narcosale' per l'iniezione di eroina, bisogna innanzi tutto chiedersi quali sono ad oggi le priorita' nella lotta alla droga ed in particolare per l'assistenza di chi usa droghe. Non certo il creare punti e luoghi di iniezione protetti, ma quello di potenziare la rete esistente dei servizi e delle comunita' terapeutiche in profonda crisi organizzativa e di risorse da sempre. Il grado di 'cinismo sociale' nei confronti dei tossicodipendenti che questa scelta, se venisse fatta da pubbliche amministrazioni, introdurrebbe nella comunita', e' molto alto e inaccettabile soprattutto per la pericolosa cristallizzazione e codifica che puo' instaurarsi nella gente con la definizione di un vero e proprio ruolo sociale istituzionalizzato di 'tossicodipendente cronico incurabile' cosa chiaramente contro ogni logica di recupero e valorizzazione della persona'. Nella sua lettera a Livia Turco, l'Assessore veneto tocca anche l'aspetto economico della faccenda: 'ritengo che le risorse economiche e di personale necessarie per costruire e mantenere le narcosale siano ingenti ed e' sicuramente piu' opportuno e necessario investirle per incrementare le possibilita' di cura presso i Dipartimenti delle Dipendenze e delle Comunita' Terapeutiche invece di essere sprecate in iniziative di scarsa efficacia terapeutica oltre che diseducative e moralmente inaccettabili. Vale solo la pena di ricordare che la preoccupazione principale che in questo momento abbiamo nelle nostre citta' e nelle nostre Regioni non e' certo il problema di dove vanno ad iniettarsi i tossicodipendenti, anche se ci preoccupano le condizioni igieniche in cui lo fanno e per questo esistono gia' programmi ed interventi ben articolati, ma la grande ondata che ci sta sommergendo della cocaina e della cannabis (ormai quasi sempre associate all'alcol) che sempre di piu' prendono piede in tutte le citta' italiane soprattutto a svantaggio dei giovanissimi'.
'Preoccuparsi di attivare le narcosale distoglie l'attenzione dal vero ed attuale problema che investe i nostri giovani e introduce una modalita' di analizzare e rappresentare il fenomeno in maniera cinica, che non appartiene alla nostra cultura di vera solidarieta' ed umanita' nei confronti delle persone malate e svantaggiate che non possono quindi essere ghettizzate in 'stanze del buco', ma devono essere a pieno titolo recuperate ad una vita piena e soddisfacente, dando loro dignita' di uomini e donne e non di tossicomani irrecuperabili che di fatto verrebbero ad essere trattati e marchiati come 'rifiuti della societa' cosa che non e' minimamente accettabile'.

'Inorridito e indignato'. Cosi' Francesco Storace, segretario della 'Destra', ha descritto la sua reazione alla notizia dell'iniziativa, lanciata a Torino da un gruppo di consiglieri della maggioranza di centrosinistra, di creare delle narcosale.
Il parlamentare ne ha parlato oggi nel capoluogo piemontese a margine di un convegno sulla legalita' in cui ha presentato, insieme all'onorevole Roberto Salerno, il pacchetto di proposte preparato da La Destra in materia di sicurezza. 'Torino - ha detto - e' una citta' che in questo campo ha grandi problemi. E ha pure un sindaco che si inventa le narcosale per i drogati.
Questa idea mi ha indignato. E mi ha fatto inorridire l'applauso del ministro della Salute'.
'Ai ragazzi - ha concluso Storace - bisogna dire che drogarsi e' un delitto contro se stessi, contro la propria famiglia e contro la comunita', non che e' un diritto da esercitare in una stanzetta'.
ADUC è indipendente
Nessun finanziamento pubblico né pubblicità. Solo le donazioni ci rendono liberi.
Sostienici →