Martedì 9 giugno 2026
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Italia. Veronesi: pronto modulo per il testamento biologico. Turco: gia' nel programma

U.E. - ITALIA
Notizia ·
Bastano tre persone (un fiduciario, un testimone e un notaio) e una penna per esprimere le proprie 'volonta' di fine vita'. Da oggi, infatti, il testamento biologico e' una realta' anche in Italia. In pratica, si tratta di un documento con le indicazioni precise sulle cure che si vogliono ricevere, nel caso in cui si perdesse la capacita' di decidere in autonomia.
"Abbiamo messo a punto il modulo per il testamento biologico -spiega l'oncologo Umberto Veronesi, annunciando oggi a Milano il frutto del lavoro della Fondazione che porta il suo nome- ispirandoci ai Paesi in cui il 'living will' e' gia' legge. Una dichiarazione semplice e chiara di rifiuto dell'accanimento terapeutico, in due pagine, che prevede anche la possibilita' di autorizzare la donazione degli organi".
"Questa formulazione sara' discussa dal Consiglio nazionale del Notariato notai il 22 giugno, ma i contatti preliminari con il presidente Paolo Piccoli fanno presumere una posizione favorevole", anticipa l'ex ministro della Sanita', impegnato da anni in questa battaglia. Dunque fra pochi giorni gli italiani potranno procurarsi il modulo (presto anche 'scaricandolo' dal sito della Fondazione: clicca qui), compilarlo, individuare un fiduciario e un testimone e, quindi, far autenticare la propria firma da uno dei 5mila notai italiani. Il tutto gratuitamente o quasi.
"Le indicazioni del paziente non saranno vincolanti dal punto di vista giuridico per il medico, ma chi si rifiutera' di seguirle dovra' rendere conto della sua decisione e risponderne al fiduciario, indicato come garante dell'attuazione della volonta'", precisa Veronesi. Per assicurare il rispetto del testamento biologico nelle corsie degli ospedali occorrerebbe una legge. "Ma i 4 progetti di legge in materia, elaborati negli ultimi anni, sono naufragati".
Per questo la Fondazione, in particolare un comitato di 'saggi' composto da giuristi e scienziati, e' al lavoro "su un progetto di legge che sara' pronto in autunno, e avrebbe il vantaggio di arrivare dall'esterno rispetto al mondo della politica, spinto dalla volonta' degli italiani". Veronesi e' fiducioso: se su questo tema c'e' un forte movimento popolare, "il legislatore si muovera'".
Comunque, in attesa di un registro elettronico, che custodisca le volonta' di fine vita degli italiani, ha gia' compilato il proprio testamento biologico: "Io il mio l'ho gia' fatto, e l'ho dato a mio figlio, da conservare in un cassetto".
"Negli anni il principio di autodeterminazione dell'individuo e' diventato sempre piu' forte. In medicina il consenso informato definisce il diritto del paziente di conoscere le cure proposte dal medico e di dare il proprio consenso libero, esplicito, informato e consapevole. Ma che succede quando si arriva in ospedale e non si e' in grado di farlo? Senza il 'living will' resterebbe un 'buco' all'interno del principio del consenso informato", ha sottolineato Veronesi. Quella del testamento biologico e' "una strada gia' percorsa in molti Paesi, che ha visto negli States il 20% della popolazione della California esprimere le proprie 'volonta' di fine vita', come pure il 14% dei tedeschi, nonostante la novita' della normativa nel Paese". Certo non tutti gli italiani correranno dal notaio con il modulo in mano, nei prossimi giorni.
"C'e' chi a queste cose non vuole pensare, e noi non vogliamo sembrare uccelli del malaugurio. Ma per chi ha le idee chiare e sa cosa vorrebbe fosse fatto ecco che da oggi c'e' una possibilita' in piu'".

"Sul testamento biologico occorre sgombrare il campo dagli equivoci una volta per tutte". Lo dichiara Riccardo Pedrizzi, presidente nazionale della Consulta etico-religiosa di An, responsabile nazionale per le Politiche della famiglia e membro dell'esecutivo politico nazionale del partito, in relazione all'iniziativa presentata oggi dal professor Umberto Veronesi che ha proposto "contro l'accanimento terapeutico di avere la possibilita' di fare testamento". "Se per testamento biologico si intende la proposta di dichiarazione anticipata di trattamento approvata all'unanimita' dal Comitato nazionale di bioetica - spiega Pedrizzi - siamo d'accordo, va bene. Perche' tale proposta dice no sia all'eutanasia (cioe' all'azione o all'omissione volta a procurare la morte) sia all'accanimento terapeutico (cioe' alle cure ormai inefficaci), stabilendo giustamente che le direttive anticipate del paziente non sono vincolanti per il medico. È a quest'ultimo, infatti, che spetta valutare quando e' il momento di smettere certe terapie inutili. E si tratta di una valutazione che egli deve fare in scienza e coscienza, nel rispetto del giuramento d'Ippocrate e del codice deontologico della sua professione, che per un medico sono vincolanti. La partita, pero' - sottolinea l'esponente di An - si gioca sul come considerare l'alimentazione e l'idratazione dei malati in stato vegetativo persistente, pensiamo per esempio a Terry Schiavo o a Eluana Englaro. Atti medici, che come tali possono essere sospesi per non incorrere in accanimento terapeutico, o atti di sostentamento vitale, che come tali sono dovuti e quindi non possono essere interrotti? Su tale questione, e' bene ricordarlo, il Comitato nazionale di bioetica si e' spaccato, elaborando una proposta di maggioranza e una di minoranza. In quest'ultima (ed e' la linea di Veronesi) il testamento biologico diviene diritto a rifiutare, in caso di stati vegetativi persistenti, di essere sfamati e dissetati. Diviene cioe' diritto ad essere arbitri, padroni della propria vita e della propria morte. Quindi servirebbe a legalizzare l'eutanasia e, percio', sarebbe inaccettabile. Perche' la vita e' un bene indisponibile e intangibile. Ma vediamo di fare chiarezza su questo punto cruciale: che alimentazione e idratazione non siano atti medici (e non ricadano quindi sotto l'interdetto dell'accanimento terapeutico) e' dimostrato dal fatto che in alcuni (e non pochi) casi esse sono somministrate a domicilio direttamente dai familiari del paziente (se fossero autentici atti medici, sarebbe proibito). Se tali cure domiciliari non sono piu' diffuse e' solo per la mancanza di un adeguato supporto alle famiglie (ecco quello che bisogna fare). Dunque, quando si parla di malati in stato vegetativo persistente si parla di persone vive, di cui non si puo' anticipare la morte. Esse sono come neonati: dobbiamo circondarle di affetto, accudirle, curare la loro qualita' della vita; o vogliamo sopprimerle solo perche' non sono autosufficienti e non sanno badare e se stesse? Solo perche' sfamarle e dissetarle costa troppi soldi, fatica e amore? L'alimentazione, l'idratazione, la cura del corpo sono diritti che non possono essere negati. Astenersi dal compiere un atto di supporto alla vita dovuto, quale il sostentamento vitale, l'idratazione e l'alimentazione configurerebbe un atto di eutanasia omissiva che assumerebbe la medesima rilevanza, la stessa gravita', dal punto di vista morale, di un atto di eutanasia attiva e non avrebbe nulla a che vedere con il dovere di astensione da un intervento di accanimento terapeutico".

"Come ho gia' avuto modo di affermare nei giorni scorsi, confermo che il programma dell'Unione prevede un apposito paragrafo dedicato alla tutela di chi soffre" e ne riaffermo "la validita' e l'importanza nel contesto delle iniziative che questo Governo intende portare avanti". E' quanto dichiara in una nota il ministro della Salute, Livia Turco, dopo l'annuncio del professor Veronesi.
Il ministro della Salute ricorda che il testamento biologico era nel programma elettorale dell'Unione e lo cita integralmente per riaffermarne "la validita' e l'importanza nel contesto delle iniziative che questo Governo intende portare avanti": "vogliamo costruire -si legge nel Programma dell'Unione- un sistema di garanzie per la persona malata, che abbia come premessa il consenso informato e l'autodeterminazione del paziente, garantendo a tutti i cittadini le cure palliative e tutte le terapie del dolore disponibili. Tra queste garanzie il rifiuto dell'accanimento terapeutico e del dolore non necessario. Lo strumento piu' efficace, per rendere effettivo quel diritto, e' la Dichiarazione anticipata di volonta' (o Testamento biologico) secondo quanto indicato nelle raccomandazioni bioetiche conclusive approvate dal Comitato nazionale per la bioetica nel dicembre 2003".

"Il testamento biologico puo' essere una base di discussione importante per superare le contrapposizioni sui temi della bioetica". Lo dice Luana Zanella (Verdi) che giudica positivamente "la possibilita' di esprimere le proprie volonta' in caso di impedimento una tutela fondamentale per chi soffre". I Verdi, spiega Zanella, "sostengono pienamente questa iniziativa auspicando un atteggiamento costruttivo anche da parte di quanti hanno posizioni piu' nettamente contrarie alle aperture sui temi delicati della vita e della morte".

Un progetto di legge sul testamento biologico e' in preparazione da parte dell'Associazione Luca Coscioni e dell'Associazione per i diritti degli Utenti e Consumatori (Aduc). Lo rende noto in un comunicato Donatella Poretti, deputata della Rosa nel Pugno.
Il testo in preparazione, prosegue la nota, prevede che 'il paziente non senziente possa rifiutare tutto cio' che gli puo' essere somministrato da terzi o macchinari, come gia' oggi puo' fare il paziente cosciente'. Inoltre 'le sue dichiarazioni anticipate saranno vincolanti per i sanitari, come lo sono gia' il consenso e rifiuto del paziente cosciente'. Il testo prevede inoltre l'istituzione di un registro nazionale telematico al quale potra' accedere in tempo reale ogni struttura sanitaria al momento del ricovero.
Nella stessa nota la parlamentare ringrazia l'oncologo Umberto Veronesi per il suo impegno in favore del testamento biologico. 'Vorrei ringraziare il professor Veronesi, che da anni sta portando avanti una battaglia nella societa' civile, mentre su temi quali quello della liberta' individuale e l'autodeterminazione il mondo politico continua a latitare', rileva Poretti.
La parlamentare osserva inoltre che 'il principio su cui si fonda ogni democrazia degna di tale nome e' l'autodeterminazione degli individui che la compongono. La Costituzione gia' riconosce la liberta' della scelta terapeutica, che include il diritto a rifiutare le cure e il cibo (art. 32). Ma nella pratica, per chi e' affetto da una malattia che causa l'incoscienza e l'incomunicabilita', anche temporanea, questo diritto (che e' anche diritto umano) non viene riconosciuto'.
Secondo Poretti 'il testamento biologico e' semplicemente la regolamentazione di come il malato incosciente puo' esercitare il diritto di ogni altro cittadino, mettendolo per iscritto in anticipo'.
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