Italia. Verso nuovi incentivi alla coltivazione del tabacco
Una posizione comune quella di Italia, Bulgaria, Francia, Grecia, Polonia, Romania, Spagna e Ungheria, sulle prospettive del settore tabacchicolo. Dall'incontro tra i maggiori paesi europei produttori di tabacco svolto a Verona, che fa seguito all'incontro trilaterale di Lussemburgo della scorsa settimana tra il ministro delle Politiche agricole, alimentari e forestali Luca Zaia, il presidente della Commissione di turno Michel Barnier e il commissario Ue all'Agricoltura Mariann Fischer Boel, e' emersa una situazione assolutamente non tesa tra quella "California d'Europa" - come piu' volte Zaia ha definito l'Italia - e l'Unione a 27. Oramai e' certo, si puntera' alla proroga della fase transitoria degli aiuti fino al 2013. Praticamente gli stati membri sono tutti d'accordo: bisogna andare nella direzione del mantenimento dell'accoppiamento per dare piu' certezze ai lavoratori, ai produttori e ai trasformatori del comparto. Anche le organizzazioni tabacchicole europee si sono mostrate coese. Unitab, Efap e Fetrab hanno fatto fronte unico nel chiedere la proroga degli aiuti per i prossimi cinque anni. E hanno pronta una manifestazione, per il prossimo 19 novembre, alla quale parteciperanno seimila operatori del settore tabacchicolo. Un vero e proprio sit in davanti al Palazzo del Consiglio di Bruxelles per far sentire la voce del comparto nel giorno in cui il Consiglio dei ministri Ue si riunira' per parlare proprio di tabacco. "Ma le aspettative sono buone", spiega al VELINO il vice presidente vicario di Copagri Franco Verrascina. "Il lavoro svolto da Zaia sta andando nella direzione giusta e si stanno aprendo nuovi spiragli per l'Italia". La filiera del tabacco italiana rappresenta 12.300 imprese, per un valore di oltre 250 milioni di euro. Gli ettari coltivati sono 28 mila, e gli addetti ai lavori oltre centomila. Tra gli otto paesi presenti al vertice l'Italia e' in cima alla lista per quanto riguarda la quantita' di tabacco prodotto, nonostante il calo del 6 per cento registrato negli ultimi due anni. Contro il calo del 26 per cento francese e dell'11 per cento spagnolo. Tra le regioni italiane a fare la parte del leone e' la Campania con il 44 per cento della produzione raccolta, seguita dal Veneto con il 27 per cento e dall'Umbria con il 24 per cento. Ma per ora non si e' parlato ancora di ristrutturazione di filiera, come aveva auspicato gia' al VELINO il presidente dell'associazione nazionale tabacchicola Ont Gennaro Masiello "per svincolare una volta per tutte il comparto dagli aiuti Ue". "E' troppo presto - prosegue Verrascina - sono passi che vanno fatti in maniera graduale". Ora bisognera' aspettare il prossimo consiglio dei ministri Ue di Bruxelles, il 18, 19 e 20 novembre prossimo. ADUC è indipendente
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