Giovedì 11 giugno 2026
Menu

Kirghizistan. L'opposizione accusata di narcotraffico

Notizia ·
Rimane altissima la tensione nel Paese, dove negli ultimi tre giorni gli oppositori del presidente filo-russo Askar Akayev hanno preso con la forza il controllo delle due maggiori citta' del sud -Osh e Jalal-Abad- e si organizzano adesso per marciare sulla capitale, Bishkek.
I manifestanti scesi in massa in strada a partire da domenica con bombe Molotov e bastoni insistono per le dimissioni del presidente e denunciano i brogli grazie ai quali il regime di Akayev avrebbe vinto alla grande le elezioni di fine febbraio e inizio marzo per il rinnovo del parlamento.
Da parte sua Abdil Segizbayev, portavoce del presidente, ha affermato stamattina che nel sud del Paese e' in atto un golpe da parte di una "terza forza" costituita da "elementi criminali legati alla mafia della droga" e "i rappresentanti dell'opposizione hanno perso il controllo della situazione".
Akayev ha tentato ieri di disinnescare la "rivoluzione dei tulipani" (cosi' chiamata sulla scia di quella "delle rose" in Georgia e di quella "arancione" in Ucraina) dichiarandosi pronto al dialogo e ha promesso una revisione del voto per le legislative nei distretti piu' contestati ma proprio oggi il capo della commissione elettorale kirghiza ha convalidato al cento per cento i risultati per 69 dei 75 scranni da deputato in palio.
La rivolta, innescata anche da importanti fattori economici ed etnici (al sud vive una popolazione in prevalenza uzbeca alle prese con drammatici problemi di poverta' e disoccupazione), si sta intanto estendendo al piu' prospero nord: a Talas, un capoluogo regionale settentrionale, migliaia di manifestanti sono scesi ieri sera in piazza e hanno chiesto a gran voce le dim issioni del Governo.
"Oggi -ha dichiarato l'ex-ministro degli Esteri Roza Otunbayeva, capofila dell'opposizione - controlliamo quasi meta' della repubblica. I poliziotti sono andati a casa, si sono tolti l'uniforme e anch'essi si sono uniti ai manifestanti".
ADUC è indipendente
Nessun finanziamento pubblico né pubblicità. Solo le donazioni ci rendono liberi.
Sostienici →