Lunedì 29 giugno 2026
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Legalizzazione cannabis. Disobbedienza civile dei Radicali a Bologna

U.E. - ITALIA
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"Dopo il fermo e la contestazione dell'articolo 75 nei confronti dei cinque dirigenti radicali che ieri sera hanno preso parte all'azione di disobbedienza civile in piazza Verdi, a Bologna, una cosa è ancora più evidente: il proibizionismo continua a sottrarre tempo e risorse pubbliche senza rendere le città più sicure". Lo dichiara Filippo Blengino, segretario di Radicali italiani e promotore dell'iniziativa che ieri sera ha coinvolto alcuni attivisti e dirigenti radicali, tra cui Matteo Hallissey (presidente +Europa e Radicali), Arcangelo Macedonio (segreteria +Europa); Bianca Piscolla (Direzione Radicali italiani), Dario Riccomi (attivista).

"Ci scusiamo con le forze dell'ordine per averle costrette a impiegare oltre dieci agenti, due volanti e la squadra scientifica per reprimere quattro canne invece di contrastare la criminalità che produce vittime ogni giorno - prosegue Blengino -. Per quanto mi riguarda si tratta della seconda contestazione, con tutte le conseguenze amministrative previste da una normativa tanto ideologica quanto fallimentare. Ma chi dovrebbe davvero chiedere scusa agli italiani è quella politica che continua ad alimentare il mercato nero, arricchire le mafie, intasare prefetture e tribunali e distogliere le forze dell'ordine dai reati che mettono realmente a rischio la sicurezza dei cittadini". "Per questo non ci fermeremo: nei prossimi giorni sono in programma iniziative di presentazione delle nostre proposte sulla sicurezza e del volume La Repubblica della Paura con annesse disobbedienze civili. Nelle prossime due settimane ripartiremo da Prato, Milano e Monza, fumando cannabis pubblicamente per dire una cosa molto semplice: legalizzazione uguale sicurezza!", conclude.

(AdnKronos)

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