Sabato 18 luglio 2026
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Il Marchio del biologico italiano è operativo

U.E. - ITALIA
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Il panorama dell’agroalimentare nazionale si arricchisce di un nuovo strumento di identificazione e valorizzazione. Il Marchio del biologico italiano potrà presto essere applicato sui prodotti biologici nazionali, posizionandosi accanto alla tradizionale eurofoglia dell’Unione Europea.

Sulla Gazzetta Ufficiale è stato infatti pubblicato il decreto ministeriale che definisce in modo ufficiale tutte le condizioni e le modalità operative per l’attribuzione e l’utilizzo del nuovo logo, segnando un passaggio atteso e strategico per l’intero comparto agricolo.

 

L’apprezzamento delle associazioni di categoria

L’associazione nazionale di riferimento FederBio esprime un sincero apprezzamento per l’impegno costante dimostrato dal Ministero dell’agricoltura, della sovranità alimentare e delle foreste e in particolare dal Sottosegretario Luigi D’Eramo nel promuovere politiche concrete a sostegno del comparto. L’annuncio dell’imminente attivazione di questo logo nazionale rappresenta un’opportunità del tutto gratuita per le imprese agricole e di trasformazione. Gli operatori della filiera potranno utilizzarlo liberamente per accrescere in modo significativo la riconoscibilità, il prestigio e la competitività commerciale delle produzioni biologiche italiane sui mercati.

 

Un elemento distintivo

“L’introduzione del Marchio del bio nazionale consente di rafforzare il ruolo degli agricoltori puntando su filiere di Made in Italy Bio al “giusto prezzo”, in grado di rappresentare l’insieme dei valori del biologico: tutela dell’ambiente, origine della materia prima, trasparenza verso i cittadini ed equità sociale lungo l’intera filiera – dichiara Maria Grazia Mammuccini, presidente FederBio – Costituisce inoltre un elemento distintivo che contribuisce a consolidare fiducia, tracciabilità e sicurezza, consentendo un’immediata riconoscibilità degli alimenti realizzati con materie prime biologiche coltivate esclusivamente in Italia, permettendo così alle produzioni bio italiane di distinguersi e competere a livello internazionale”.

 

(FoodAffairs.it)

 

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