Martedì 9 giugno 2026
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Medici Aied annunciano disobbedienza civile su denuncia immigrati

U.E. - ITALIA
Notizia ·
I medici e il personale che operano nei consultori dell'Aied (Associazione italiana per l'educazione demografica) continueranno a fornire tutte le prestazioni a ogni paziente si rivolga a un loro consultorio, anche se immigrato irregolare. Si e' espresso in tal senso il comitato esecutivo dell'Aied, a quanto riferisce una nota.
Nel corso del IX congresso nazionale, che si e' tenuto a Roma, l'Aied ha votato una delibera che impegna i medici che operano all'interno dei propri consultori "a continuare a prestare la propria opera a favore tutti coloro che la richiedano, senza alcuna discriminazione e senza chiedere documenti", secondo "il dettato dell'articolo 35 della Costituzione e lo spirito dello Statuto dell'associazione stessa".
L'Aied, si sottolinea nel comunicato, garantisce una piena assistenza in condizioni di riservatezza qualora il ddl, gia' votato dalla Camera e che introduce nell'ordinamento italiano la contestata norma sul reato di immigrazione clandestina, venisse approvato in via definitiva anche dal Senato.
"La nostra e' un'obiezione preventiva", spiega il presidente Aied, Luigi Laratta, "verso una norma che consideriamo disumana, illegittima e ingannevole. Infatti il ddl non prevede piu' l'obbligo di denuncia per i medici, come nella sua iniziale stesura, ma abolisce l'articolo 35 del Testo unico sull'immigrazione, la legge Turco, per intenderci, che neanche la successiva Bossi Fini aveva eliminato, e che esonerava esplicitamente i medici dall'obbligo di denuncia dei pazienti che risultassero irregolarmente presenti nel nostro paese. Il medico sceriffo, insomma, esce dalla porta ma rientra dalla finestra. Ma nei nostri consultori continueremo a dare a tutti assistenza medica e informazioni, come facciamo da piu' di 35 anni, e non denunceremo mai nessuno".
Dello stesso avviso Carlo Flamigni. "La posizione dell'Aied riflette il sentimento della maggioranza della comunita' dei medici nei confronti di questa norma", ha sottolineato il presidente onorario dell'Aied e membro del Comitato di Bioetica, "siamo avviliti e feriti nella nostra dignita' professionale: moltissimi di noi non ubbidiranno".
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