Messico. L'ex ministro accusa il cardinale di riciclare i narcodollari
L'ex ministro della Giustizia messicano Jorge Carpizo ha accusato il cardinale Juan Sandoval Iniguez di aver trasferito ingenti somme di denaro, proventi del narcotraffico, in paradisi fiscali utilizzando una serie di triangolazioni bancarie per riciclare il denaro eseguite dall'imprenditore messicano di origine spagnola Jose' Maria Guardia.
Carpizo aveva accusato lo scorso fine settimana Sandoval Iniguez di aver pagato alcuni pregiudicati per testimoniare in favore della 'teoria del complotto' nel caso dell'omicidio del cardinale Juan Jesus Posadas Ocampo, ucciso il 24 maggio 1993 in circostanza tuttora oscure.
Sandoval Iniguez, successore di Posadas Ocampo quale arcivescovo di Guadalajara, seconda citta' del Messico, ha risposto alle accuse di Carpizo accusandolo, a sua volta, di aver ordinato l'omicidio del cardinale. Carpizo, che e' stato anche ex ministro dell'Interno ed ex giudice della Corte suprema, ha presentato a sostegno delle sue accuse un documento "confidenziale", ed ha sollecitato la magistratura ad aprire un'inchiesta per rintracciare i depositi bancari esteri riconducibili a Sandoval Iniguez.
Il cardinale Posadas Ocampo venne assassinato in circostanze misteriose il 24 maggio 1993 durante un apparente conflitto a fuoco tra bande di narcotrafficanti all'aeroporto di Guadalajara. Secondo la tesi ufficiale, il cardinale sarebbe finito casualmente nel mezzo di un regolamento di conti tra sicari delle bande dei fratelli Arellano Felix e di Joaquin 'El Chapo' Guzman. La tesi ufficiale e' stata pero' sempre confutata da Sandoval Iniguez, il quale ha definito l'assassinio "un omicidio di stato" ed ha invitato le autorita' "a fare piena luce" sull'episodio.
Nel marzo scorso, il vice ministro della Giustizia Maria de la Luz Lima, favorevole alla tesi del complotto, ipotizzo' un'audizione dell'ex Nunzio vaticano in Messico, Girolamo Prigione, il quale raccolse in confessione nel 1993 dettagli sull'omicidio del cardinale Posadas Ocampo dai narcotrafficanti Ramon e Benjamin Arellano Felix, allora latitanti.
Carpizo aveva accusato lo scorso fine settimana Sandoval Iniguez di aver pagato alcuni pregiudicati per testimoniare in favore della 'teoria del complotto' nel caso dell'omicidio del cardinale Juan Jesus Posadas Ocampo, ucciso il 24 maggio 1993 in circostanza tuttora oscure.
Sandoval Iniguez, successore di Posadas Ocampo quale arcivescovo di Guadalajara, seconda citta' del Messico, ha risposto alle accuse di Carpizo accusandolo, a sua volta, di aver ordinato l'omicidio del cardinale. Carpizo, che e' stato anche ex ministro dell'Interno ed ex giudice della Corte suprema, ha presentato a sostegno delle sue accuse un documento "confidenziale", ed ha sollecitato la magistratura ad aprire un'inchiesta per rintracciare i depositi bancari esteri riconducibili a Sandoval Iniguez.
Il cardinale Posadas Ocampo venne assassinato in circostanze misteriose il 24 maggio 1993 durante un apparente conflitto a fuoco tra bande di narcotrafficanti all'aeroporto di Guadalajara. Secondo la tesi ufficiale, il cardinale sarebbe finito casualmente nel mezzo di un regolamento di conti tra sicari delle bande dei fratelli Arellano Felix e di Joaquin 'El Chapo' Guzman. La tesi ufficiale e' stata pero' sempre confutata da Sandoval Iniguez, il quale ha definito l'assassinio "un omicidio di stato" ed ha invitato le autorita' "a fare piena luce" sull'episodio.
Nel marzo scorso, il vice ministro della Giustizia Maria de la Luz Lima, favorevole alla tesi del complotto, ipotizzo' un'audizione dell'ex Nunzio vaticano in Messico, Girolamo Prigione, il quale raccolse in confessione nel 1993 dettagli sull'omicidio del cardinale Posadas Ocampo dai narcotrafficanti Ramon e Benjamin Arellano Felix, allora latitanti.
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