Lunedì 8 giugno 2026
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Messico. Le crisi d'astinenza nel carcere "El Pueblito" di Tijuana

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In piena crisi di astinenza, molti reclusi del carcere 'El Pueblito', da decenni il piu' corrotto e violento del Messico, stanno implorando con urla strazianti che venga loro somministrata droga, alla quale, fino a martedi' avevano sempre avuto accesso senza problemi. Tre giorni fa, infatti, nel tentativo di porre fine alla sinistra fama della prigione, situata nella citta' di Tijuana, oltre 1.500 agenti hanno fatto irruzione nelle sue installazioni, trasferendo in altre carceri, e in meno di 24 ore, 2.200 dei 6.400 reclusi che l'affollavano fino all'inverosimile. Tra i quali, appunto, i 44 boss che tiravano le fila del 'Pueblito', controllando il traffico di droga, di donne, di cibo e di qualsiasi altra cosa avessero bisogno i loro compagni di cella.
Specialmente i piu' ricchi, che vivevano in lussuose baracche -alcune di tre piani- sparse nei due ettari della prigione, molti dei quali con mogli e figli, permanentemente 'in visita', o con prostitute occasionali. Tant'e' che, dopo l'irruzione della polizia, hanno lasciato spontaneamente il carcere anche 324 donne con i rispettivi figli.
"Si e' conclusa la triste storia del 'Pueblito', la perla nera del sistema carcerario messicano", ha assicurato Francisco Arellano, capo della Polizia federale che, con l''Operazione Tornado', ha sfoltito i reclusi della prigione.
Ma, ora, mentre gli agenti stanno demolendo le 'carracas' - le baracche dei boss dotate di ogni sorta di aggeggi di lusso, aria condizionata compresa-, i reclusi tossicodipendenti, almeno il 70 per cento, rinserrati in minuscole celle, praticamente delle topaie, stanno chiedendo a gran voce droga o cibo perche', tra martedi' e mercoledi', sono stati spazzati via anche i 150 negozietti, per lo piu' ristoranti, situati a ridosso del carcere e ai quali ricorrevano per ogni necessita'.
Le autorita' -che, tra l'altro, stanno anche cercando Carlos Lugo, il direttore del 'Pueblito', fuggito dopo l'irruzione e, apparentemente, gia' scappato negli Stati Uniti- hanno ammesso che sono almeno 200 i reclusi in crisi d'astinenza, una dozzina dei quali gia' in delicate condizioni di salute, nonostante le cure mediche.
Intanto, fuori del carcere, sono oltre mezzo migliaio i familiari dei reclusi, per lo piu' donne, che schiamazzano chiedendo notizie dei loro cari. Non per nulla, secondo il quotidiano 'La Jornada', gli agenti della Polizia federale permangono in allarme, poiche' si teme che possa scatenarsi una rivolta.
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