Martedì 9 giugno 2026
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Messico. La Santa Muerte dei narcos condannata dalla Chiesa

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Si chiama 'Santa muerte' , ed e' l'immagine protettrice a cui i narcotrafficanti messicani hanno deciso di affidare la propria anima sporca, ed ora anche scomunicata dalla Chiesa cattolica. Questi personaggi senza scrupoli, infatti, hanno deciso di dotarsi di una imprevedibile 'arma in piu'' per gli scontri quotidiani fra bande avversarie e con le forze dell'ordine per le strade di Tujuana, Ciudad Juarez o Nuevo Laredo.
Come mai in passato il Messico e' afflitto da una violenza senza precedenti, che mette a dura prova esercito e polizia che, sempre piu' spesso, hanno la peggio. E il presidente Vicente Fox ha deciso di dichiarare loro guerra.
Per tutta risposta questi banditi, che contrabbandano negli Usa tonnellate di cocaina e marijuana dal Sudamerica, hanno creato un apparato di regole proprie e di relative, crudeli, sanzioni, che hanno accumulato dall'inizio dell'anno oltre 1000 morti violente per regolamenti di conti.
Ma i narcotrafficanti, oltre ad una sorta di legge parallela, hanno creato anche il proprio culto: la 'Santa Morte'. La sua veste e' identica a quella della Vergine di Guadalupe, veneratissima patrona del Paese nordamericano, ma sotto i ricchi panni c'e' solo uno scarno scheletro. Il suo culto, nelle terre dove il traffico di droga e' intenso e il rischio di morire quotidiano, dilaga.
Davanti a questo scenario, la chiesa messicana non poteva restarsene a guardare. Per cui padre Mario Angel Flores, titolare della cattedra di teologia dell'Universita' pontificia del Messico, ha sostenuto in un recente articolo comparso sul settimanale 'Desde la fe', che per i narcotrafficanti la scomunica deve essere automatica, perche' la loro attivita' "e' orientata fin dal principio alla distruzione della persona".
In risposta a questo avviso di scomunica, ancora non ufficiale, comminato dalla Chiesa cattolica, la 'subcultura' dei narcotrafficanti ha costruito il suo apparato di miti e di santi, dove la devozione alla Vergine di Guadalupe e' stata distorta e trasferita sulla nuova patrona: la 'Santa morte'. Al culto vengono riconvertite le cappelle della Vergine di Guadalupe lungo le strade del nord, vicino al confine con gli Usa, proprio dove piu' forte e' la presenza dei narcos. Al suo fianco, e' venerato Jesus Malverde, il cosiddetto santo dei narcos, un mitico 'bandito generoso', probabilmente mai esistito ma conosciuto dalla California alla Colombia a partire dal 1870 circa. La sua immagine compare costantemente nelle case dei narcotrafficanti poste sotto sequestro dalla polizia.
Sulla strada fra Anahuac e Lampazos, per esempio, e' stata costruita una cappella dove appare una figura della 'Santa muerte' alta quasi un metro. La cappella espone anche una immagine di Jesus Malverde e una di Pancho Villa. Come doni votivi, i fedeli hanno lasciato sigari di marijuana.
"La religione cattolica -insiste Arizola Garza, sacerdote di Anahuac- non riconosce la 'Santissima morte' e non approva che si edifichino cappelle per venerarla". Ma, ammette, questi contrabbandieri di droga hanno un forte bisogno di religiosita': "Pregano l'immagine perche' li protegga, dato che vivono continuamente a contatto con il rischio della morte ed hanno bisogno di qualcuno che ritardi il piu' possibile l'estremo passaggio. Purtroppo, non sono stati istruiti alla religione ed e' naturale che vadano verso forme di religiosita' eterodosse".
Nei mercatini messicani intanto, si possono ormai acquistare effigi di tutte le dimensioni della 'Santissima muerte'. Per i venditori, esse "proteggono dal malocchio e da ogni tipo di stregoneria, e possono aiutare a fare del bene come del male".
Un'ambiguita' sempre piu' accentuata. Non e' un caso che una banda di narcos attiva fra Jalisco, Morelos e Santacruz, sgominata di recente, sia stata trovata in possesso di una pistola fatta completamente d'oro e pietre preziose e su cui era incisa proprio l'immagine della 'Santa muerte'.
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