Migranti, cala l'ingresso irregolare in Ue ma cresce la rotta per le Baleari
Nei primi otto mesi del 2026 gli ingressi irregolari nell'Unione europea sono diminuiti del 35% rispetto allo stesso periodo del 2025, ma la rotta del Mediterraneo occidentale, che comprende gli arrivi sulla penisola iberica e alle Isole Baleari, rappresenta la vistosa eccezione a questa tendenza. Come riporta il quotidiano spagnolo Demócrata, sulla base dei dati diffusi da Frontex, l'agenzia europea della guardia di frontiera e costiera, i rilevamenti su questa rotta sono aumentati del 34% rispetto allo stesso periodo dell'anno precedente.
Secondo i dati preliminari raccolti da Frontex, nell'insieme delle frontiere esterne dell'Unione sono stati registrati circa 75.000 attraversamenti irregolari tra gennaio e agosto, contro i numeri ben più alti dell'anno precedente. Il mese di agosto da solo ha fatto segnare circa 10.700 ingressi, il 38% in meno rispetto ad agosto 2025, nonostante l'estate sia tradizionalmente il periodo più intenso dell'anno per questi flussi.
Sulla rotta del Mediterraneo occidentale, invece, Frontex ha rilevato circa 15.900 attraversamenti, oltre un terzo in più rispetto al 2025. L'Algeria si conferma il principale paese di partenza verso la penisola spagnola e le Baleari. Luglio ha rappresentato il picco di pressione migratoria più alto degli ultimi tre anni su questo corridoio, prima di un'attenuazione registrata nel mese di agosto.
Frontex collega parte dell'aumento a uno spostamento operativo delle reti di trafficanti di esseri umani, conseguenza dell'inasprimento dei controlli in Marocco e sulle rotte limitrofe del Mediterraneo centrale e dell'Africa occidentale. Mentre le partenze verso le Canarie diminuiscono, il corridoio che collega l'Algeria con l'est e il sud-est della Spagna e con le Baleari acquista peso relativo, in quello che gli analisti descrivono come una redistribuzione dei flussi piuttosto che un'evoluzione uniforme del fenomeno migratorio.
Il calo più marcato tra tutte le principali rotte migratorie europee riguarda proprio l'Africa occidentale, con circa 5.100 rilevamenti tra gennaio e agosto, un calo del 58% su base annua. Nel Mediterraneo centrale, utilizzato principalmente per raggiungere l'Italia dal Nord Africa, Frontex ha registrato circa 19.400 rilevamenti fino ad agosto, il 55% in meno rispetto all'anno precedente.
Il calo complessivo degli ingressi irregolari nell'Unione viene attribuito dall'agenzia alla cooperazione sostenuta con i paesi terzi e alle misure preventive adottate negli stati di partenza principali, che continuano a ridurre il numero di imbarcazioni dirette verso l'Europa. Il periodo analizzato copre inoltre la prima estate intera sotto il nuovo Patto Ue su migrazione e asilo, che ha introdotto una procedura unica e standardizzata di screening alle frontiere esterne dell'Unione. Gli agenti di Frontex sostengono gli Stati membri in fasi chiave di questo nuovo processo, tra cui l'accertamento della nazionalità degli arrivati, la raccolta di dati biometrici e la verifica dei documenti.
Il calo del numero complessivo di arrivi irregolari non riduce però il costo umano di queste traversate: secondo l'Organizzazione internazionale per le migrazioni, oltre 1.800 persone hanno perso la vita nel Mediterraneo dall'inizio dell'anno.