Mercoledì 9 settembre 2026
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Oltre un terzo delle famiglie straniere è povero

U.E. - ITALIA
Notizia ·

In Italia una famiglia composta esclusivamente da persone straniere su tre vive in povertà assoluta. Il dato preciso, riferito al 2024, è del 35,2%, contro il 6,2% registrato tra i nuclei formati solo da cittadini italiani: una differenza di sei volte. È quanto emerge da un'analisi diffusa dall'Alleanza contro la povertà, come riporta Collettiva.it.

 

Il dato più allarmante riguarda il fatto che avere un'occupazione non basta a mettere al riparo dalla povertà: è povero il 29,1% dei nuclei con almeno uno straniero occupato come persona di riferimento, contro appena il 4,2% delle famiglie italiane nella stessa condizione. Anche i salari raccontano una disparità strutturale: la retribuzione media annua dei lavoratori extracomunitari resta inferiore del 30,4% rispetto alla media generale dei lavoratori in Italia.

 

La situazione si aggrava ulteriormente se si guarda ai rifugiati già riconosciuti come tali: secondo le stime dell'Unhcr, il 43,5% di loro vive in povertà assoluta, il 67% si trova sotto la soglia di povertà relativa e il 26% versa in condizioni di grave deprivazione materiale. Mancano invece dati aggiornati sui circa 180mila richiedenti asilo ancora in attesa di una risposta alla loro domanda.

 

Un capitolo a parte riguarda i minori stranieri non accompagnati: al 31 luglio erano 13.601 in tutta Italia, e di questi il 74% ha tra i 16 e i 17 anni. Per loro il passaggio alla maggiore età rappresenta un momento particolarmente delicato. Dall'Alleanza sottolineano che a 18 anni la tutela prevista per i minorenni può interrompersi proprio quando servirebbero un permesso di soggiorno stabile, un alloggio, percorsi di formazione e un reddito: senza continuità nell'accoglienza e nell'accompagnamento, il rischio è di scivolare rapidamente nella povertà, nell'irregolarità e nello sfruttamento.

 

L'Alleanza contro la povertà denuncia questi numeri in un momento in cui, in Europa, si moltiplicano trasferimenti, rimpatri ed esternalizzazione delle frontiere, chiedendo di riportare al centro del dibattito pubblico le persone, i diritti e le politiche di inclusione. Nel mirino dell'associazione c'è in particolare la proposta di legge di iniziativa popolare sulla cosiddetta remigrazione, che punta a incentivare il ritorno volontario e assistito nei Paesi d'origine degli stranieri regolarmente presenti in Italia a determinate condizioni, prevedendo però il divieto di tornare stabilmente nel nostro Paese per chi aderisce.

 

Per finanziare questo meccanismo la proposta prevede l'istituzione di un fondo per la remigrazione da un miliardo di euro l'anno, incrementabile fino a due miliardi, oltre a una tassa del 3% sulle rimesse inviate all'estero. Secondo l'Alleanza contro la povertà, sottrarre risorse all'integrazione per finanziare questo fondo avrebbe l'effetto di aumentare, e non ridurre, povertà e marginalità sociale. La tassazione delle rimesse, inoltre, colpirebbe direttamente il reddito di famiglie che spesso vivono in Paesi poveri e che dipendono da quei trasferimenti di denaro.

 

Infine, il rapporto Aida pubblicato a luglio 2025 mette in evidenza un ulteriore squilibrio nell'accesso alle misure di sostegno: a maggio 2024 solo il 9,5% delle famiglie beneficiarie dell'Assegno di inclusione era composto da stranieri, un dato nettamente sproporzionato rispetto all'incidenza della povertà tra questi nuclei, che risulta quasi sei volte più alta di quella registrata tra le famiglie italiane.

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