Milella: trapianto di staminali mesenchimali e farmaci contro staminali tumorali
Una nuova sfida attende al varco gli oncologi, cioe' capire come i farmaci sempre piu' perfezionati e biotecnologici riescano a colpire le staminali del tumore. Dunque ne intacchino la capacita' di replicarsi e diffondersi. Questo, per l'ematologo dell'istituto Regina Elena di Roma Michele Milella, e' uno dei piu' importanti interrogativi a cui i ricercatori dovranno dare una risposta nei prossimi anni. A San Francisco per il congresso dell'American Society of Hematology (Ash), Milella prova a tracciare, all'Adnkronos Salute, gli scenari dell'ematologia prossima futura, alle prese con la lotta ai tumori del sangue, contro cui il trapianto di staminali e' una realta' da anni.
"L'Ash in questo senso e' un ottimo indicatore di dove sta andando la ricerca, perche' rappresenta la tappa obbligata di ogni ematologo e oncologo che si occupa di tumori del sangue. Ogni anno i ricercatori si confrontano in questa sede, e tracciano la direzione che viene mantenuta fino al successivo congresso". E la strada indicata e' percorsa da numerosi scienziati italiani, assicura Milella. "L'ematologia italiana e' tra le migliori al mondo, ai primi 'posti' in Europa e anche rispetto agli Usa. Tanto che qui all'Ash sono numerosi e di elevatissima qualita' i risultati presentati dai gruppi di ricerca italiani".
Se da un lato gli ematologi-oncologi considerano le staminali un bersaglio terapeutico, quando sono quelle del cancro, dall'altro le cellule totipotenti continuano ad alimentare la speranza di poter diventare la chiave di volta per una cura. "Qui all'Ash si e' visto come un'altra frontiera nell'uso di queste cellule sia costituita dal ricorso al trapianto di staminali mesenchimali, dunque dal midollo osseo, preventivamente trattate, affinche' possano diventare trasportatrici di molecole terapeutiche all'interno delle cellule malate. Numerosi studi sono in corso".
"L'Ash in questo senso e' un ottimo indicatore di dove sta andando la ricerca, perche' rappresenta la tappa obbligata di ogni ematologo e oncologo che si occupa di tumori del sangue. Ogni anno i ricercatori si confrontano in questa sede, e tracciano la direzione che viene mantenuta fino al successivo congresso". E la strada indicata e' percorsa da numerosi scienziati italiani, assicura Milella. "L'ematologia italiana e' tra le migliori al mondo, ai primi 'posti' in Europa e anche rispetto agli Usa. Tanto che qui all'Ash sono numerosi e di elevatissima qualita' i risultati presentati dai gruppi di ricerca italiani".
Se da un lato gli ematologi-oncologi considerano le staminali un bersaglio terapeutico, quando sono quelle del cancro, dall'altro le cellule totipotenti continuano ad alimentare la speranza di poter diventare la chiave di volta per una cura. "Qui all'Ash si e' visto come un'altra frontiera nell'uso di queste cellule sia costituita dal ricorso al trapianto di staminali mesenchimali, dunque dal midollo osseo, preventivamente trattate, affinche' possano diventare trasportatrici di molecole terapeutiche all'interno delle cellule malate. Numerosi studi sono in corso".
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