Ministero Salute lancia il primo studio nazionale su MDMA e psilocibina contro disturbo da stress post-traumatico
Il Ministero della Salute israeliano si prepara a lanciare il primo studio clinico nazionale su larga scala che utilizza sostanze psicoattive per curare il disturbo da stress post-traumatico (PTSD). Come riporta Ynetnews, Israele si rivolge a due sostanze controverse - MDMA e psilocibina - in un momento in cui il Paese fa i conti con una crisi di salute mentale sempre più grave, aggravata dagli attacchi del 7 ottobre 2023 e dalla guerra che ne è seguita.
Lo studio, definito senza precedenti, coinvolgerà centinaia di pazienti che riceveranno MDMA (il principio attivo dell'ecstasy) oppure psilocibina (il composto psichedelico presente in alcuni funghi), sotto stretta supervisione medica. I ricercatori vogliono verificare se queste sostanze, abbinate a una psicoterapia intensiva, possano migliorare gli esiti per i pazienti che non hanno risposto adeguatamente ai trattamenti convenzionali.
La sperimentazione dovrebbe partire nelle prossime settimane e proseguire per circa tre anni. Potranno parteciparvi pazienti con PTSD cronico, da moderato a grave, che hanno già esaurito le opzioni terapeutiche di prima linea senza ottenere benefici sufficienti. Tutti i candidati saranno sottoposti a un'accurata selezione psichiatrica e fisica prima dell'ammissione allo studio.
Dallo scoppio della guerra, Israele ha registrato un forte aumento delle diagnosi di PTSD e di PTSD complesso. Secondo quanto riferito dalle autorità sanitarie israeliane, decine di migliaia di persone avrebbero sviluppato il disturbo in seguito all'attacco di Hamas del 7 ottobre 2023 e ai conflitti su più fronti che sono seguiti. I trattamenti tradizionali, inclusi i farmaci e le terapie psicologiche centrate sul trauma, non portano a una guarigione completa per molti pazienti.
Il protocollo dello studio prevede tre fasi distinte. Nella prima, i pazienti partecipano a incontri preparatori con gli psicoterapeuti. Segue la somministrazione vera e propria della sostanza, che avviene in cliniche autorizzate alla presenza di terapeuti e medici. Infine, sono previste sessioni successive dedicate a elaborare e integrare le esperienze emotive emerse durante il trattamento.
Un aspetto rilevante riguarda le modalità di distribuzione delle sostanze: non saranno fornite come farmaci da portare a casa, ma dispensate esclusivamente dalle farmacie ospedaliere direttamente ai terapeuti autorizzati, la mattina stessa di ogni seduta. Questa scelta mira a evitare che le sostanze vengano utilizzate in modo improprio o cedute a terzi, un rischio che le autorità israeliane hanno già sperimentato con il sistema della cannabis a uso medico.
L'obiettivo dichiarato del piano è anche quello di arginare il crescente numero di persone affette da PTSD che si rivolgono a trattamenti psichedelici illegali e non regolamentati, acquistati sul mercato nero. In Israele, come nella maggior parte dei Paesi occidentali, MDMA e psilocibina sono legali esclusivamente per la ricerca clinica, compresi gli studi sperimentali, ma non per la prescrizione e l'uso clinico ordinario.
I funzionari del Ministero della Salute hanno tenuto a precisare che non si tratta né di una "cura magica" né tantomeno di un utilizzo ricreativo delle sostanze, ma di strumenti pensati per facilitare e potenziare il lavoro della psicoterapia. Keren Tzarfaty, co-fondatrice e amministratrice delegata di MAPS Israel, l'organizzazione che si occupa di ricerca ed educazione sui composti psichedelici, ha accolto con favore l'iniziativa, auspicando che rappresenti un ulteriore passo verso una regolamentazione del settore.