Mondo. Esperto dell'Oms: assurda la disparita' di trattamento tra alcool e marijuana
Dopo venti anni trascorsi nell'Organizzazione Mondiale della Sanita', di cui quindici dedicati ai temi dell'alcool e delle droghe, l'olandese Cees Goos rifugge dal manicheismo quando parla dei giovani e l'alcool. Conosce il fenomeno del bottelon, ma in un'intervista al quotidiano spagnolo "El Pais" spiega che gli e' difficile comprendere perche' l'alcool sia legale e la marijuana no: dovrebbero esserlo tutt'e due. Anche perche' nel 2000 fu presentato uno studio sull'impatto dell'alcool, dal quale risultava che ogni anno in Europa muoiono 55.000 giovani tra i 15 e i 29 anni per questa causa (incidenti, aggressioni, omicidi). E allora ha un senso immaginare di intervenire con alcune restrizioni: ad esempio evitare di vendere alcool nelle stazioni di servizio o nei pressi di uno stadio, oppure impedire che una bevanda alcolica costi meno di una analcolica. Ma cio' non toglie l'assurdita' di norme che trattano in modo diverso l'alcool e le droghe leggere. Tra la marijuana e la birra, probabilmente e' piu' pericolosa la birra -asserisce Goos. Quindi risulta davvero illogico quello che succede in molti Paesi europei, ossia di finire in carcere per aver fatto uso di marijuana, ma di pagare solo una multa per avere guidato in stato di ubriachezza.
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