Morte Cucchi, testimone: ho visto Stefano strascinato in cella
Piu' che vedere ha sentito, e soprattutto, ha raccolto le confidenze di Stefano Cucchi. Con la deposizione di sabato, tramite incidente probatorio, del detenuto originario del Gambia S.Y., di 31 anni, e' stata messa in ordine una versione che, complice i problemi di traduzione verificatisi in occasione del primo interrogatorio, presentava qualche lacuna. Parlando di quel 16 ottobre, quando lui e Cucchi, poi morto il 22 ottobre in ospedale, occupavano due diverse celle di sicurezza dell'edificio B della citta' giudiziaria per l'udienza di convalida dei loro fermi per droga, il teste ha detto di non aver visto il pestaggio, ma solo di aver notato dallo spioncino Stefano che veniva trascinato in cella. 'Ho sentito cadere in terra una persona - ha dichiarato al gip Luigi Fiasconaro, presenti i pm ed i legali degli indagati e di parte civile - poi il rumore di calci, quindi un vociare delle guardie penitenziarie ed il pianto di Stefano per il dolore'. Il tutto sarebbe durato meno di un minuto.
L'unica persona, tra quelle che si trovavano nel corridoio delle celle di sicurezza, che il testimone sostiene di poter riconoscere, aveva la divisa blu ed e' colui che aveva il compito di chiudere le celle, un agente definito 'buono' perche' gli avrebbe offerto il caffe' ed una sigaretta, e del quale non e' in grado di dire se abbia partecipato al pestaggio.
Anche in sede di incidente probatorio il cittadino del Gambia ha escluso il coinvolgimento di carabinieri. 'Cucchi - ha quindi aggiunto - si lamentava per i dolori, in particolare gli faceva male un ginocchio'.
Contrastanti i pareri delle parti al termine dell'audizione.
Se per il pm Vincenzo Barba il testimone 'nella buona sostanza ha ribadito cio' che aveva gia' dichiarato in precedenza', per l'avvocato Diego Perugini, difensore di Nicola Minichini, uno dei tre agenti di polizia penitenziaria indagati per omicidio preterintenzionale, S.Y. 'non ha visto nulla, ha solo sentito rumori che deduce essere state botte'. Secondo Gaetano Scalise, difensore di Aldo Fierro, uno dei medici indagati per omicidio colposo, quella che doveva essere 'la prova regina si e' tramutata in una versione contraddittoria e frammentaria'. L'avvocato della famiglia Cucchi, Fabio Anselmo, ha voluto invece ribadire che dalla prima versione di S.Y. non era assolutamente emerso che Stefano avesse ingerito ovuli contenenti droga.
'Un dolore che si rinnova. La disperazione di sentire la sofferenza di Stefano attraverso le parole del testimone' ha dichiarato Ilaria Cucchi, sorella di Stefano, presente all' audizione insieme con il padre Giovanni. E mentre e' attesa per i prossimi giorni la fissazione di un altro incidente probatorio per ascoltare un altro detenuto, albanese, il quale sostiene che il 16 ottobre senti' un arrestato che si lamentava, e poi piangeva, e di aver commentato con il compagno di cella che la causa del pianto potesse essere il fatto che era stato picchiato, oggi, a quasi un mese dalla morte di Cucchi, avvenuta lo scorso 22 ottobre, si e' tenuta una messa di suffragio.
'Abbiamo il diritto di sapere la verita' sulla sua morte, vogliamo sapere cosa e' successo, com'e' morto, perche' e' morto', ha detto il vescovo ausiliare di Roma Giuseppe Marciante celebrando la messa nella parrocchia romana di Santa Giulia.
L'unica persona, tra quelle che si trovavano nel corridoio delle celle di sicurezza, che il testimone sostiene di poter riconoscere, aveva la divisa blu ed e' colui che aveva il compito di chiudere le celle, un agente definito 'buono' perche' gli avrebbe offerto il caffe' ed una sigaretta, e del quale non e' in grado di dire se abbia partecipato al pestaggio.
Anche in sede di incidente probatorio il cittadino del Gambia ha escluso il coinvolgimento di carabinieri. 'Cucchi - ha quindi aggiunto - si lamentava per i dolori, in particolare gli faceva male un ginocchio'.
Contrastanti i pareri delle parti al termine dell'audizione.
Se per il pm Vincenzo Barba il testimone 'nella buona sostanza ha ribadito cio' che aveva gia' dichiarato in precedenza', per l'avvocato Diego Perugini, difensore di Nicola Minichini, uno dei tre agenti di polizia penitenziaria indagati per omicidio preterintenzionale, S.Y. 'non ha visto nulla, ha solo sentito rumori che deduce essere state botte'. Secondo Gaetano Scalise, difensore di Aldo Fierro, uno dei medici indagati per omicidio colposo, quella che doveva essere 'la prova regina si e' tramutata in una versione contraddittoria e frammentaria'. L'avvocato della famiglia Cucchi, Fabio Anselmo, ha voluto invece ribadire che dalla prima versione di S.Y. non era assolutamente emerso che Stefano avesse ingerito ovuli contenenti droga.
'Un dolore che si rinnova. La disperazione di sentire la sofferenza di Stefano attraverso le parole del testimone' ha dichiarato Ilaria Cucchi, sorella di Stefano, presente all' audizione insieme con il padre Giovanni. E mentre e' attesa per i prossimi giorni la fissazione di un altro incidente probatorio per ascoltare un altro detenuto, albanese, il quale sostiene che il 16 ottobre senti' un arrestato che si lamentava, e poi piangeva, e di aver commentato con il compagno di cella che la causa del pianto potesse essere il fatto che era stato picchiato, oggi, a quasi un mese dalla morte di Cucchi, avvenuta lo scorso 22 ottobre, si e' tenuta una messa di suffragio.
'Abbiamo il diritto di sapere la verita' sulla sua morte, vogliamo sapere cosa e' successo, com'e' morto, perche' e' morto', ha detto il vescovo ausiliare di Roma Giuseppe Marciante celebrando la messa nella parrocchia romana di Santa Giulia.
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