Narcoguerra. Dea: le nuove strategie per portare droga in Usa
L'ingegno dei narcos per contrabbandare la droga fino agli Stati Uniti non ha limiti.Dopo le balestre, i sottomarini, gli aerei ed i tunnel, l'ultima risorsa sono i siluri. Reperiti sul mercato o fai-da-te, sono la nuova frontiera delle organizzazioni criminali, che con l'aiuto del Gps sono in grado di rintracciare in mare i 'preziosi' carichi, anche a distanza di tempo.
A segnalare la nuova strategia hi-tech e' la Dea, l'agenzia antidroga statunitense, che oltre ad indicare l'uso dei semisommergibili come una tendenza in crescita, rivela l'uso dei siluri come una novita' per far entrare marijuana, cocaina, eroina, anfetamina e denaro oltre i confini Usa.
Alcuni dei missili rinvenuti dagli agenti della Dea sono vecchi, altri piu' recenti, e la maggior parte sono artigianali.
Per fabbricarli i narcos non esitano a ricorrere all'aiuto di ingegneri appena laureati, che disegnano elaborate combinazioni di tubi metallici, poi assemblati e saldati.
Principalmente i missili imbottiti di droga e denaro vengono assicurati alla chiglia delle imbarcazioni, pronti per essere sganciati nel caso di controlli, ma capita anche che vengano lanciati da elicotteri o aerei, e recuperati in un secondo momento, con l'ausilio di localizzatori satellitari.
Le capacita' dei missili sono variabili, ma in media consentono il trasporto di circa due tonnellate di droga per viaggio: una volta giunti nei porti vengono occultati all'interno di container e consegnati ai corrieri.
'Si tratta di un modo rapido che sta mettendo in difficolta' gli agenti dell'antidroga', affermano gli esperti della Dea che segnalano come per il trasporto della droga si preferisca sempre di piu' la via del mare.
Dal 2012, tra l'altro, e' previsto in crescita l'utilizzo di narco-sommergibili. Una modalita' gia' in uso da qualche anno, estremamente difficile da intercettare, per un traffico che predilige le rotte del Pacifico. Secondo il comandante dell'Armada nacional colombiana Roberto Garcia Marquez, si tratta di una strategia che permette il contrabbando di almeno 50 tonnellate di cocaina all'anno.
'L'utilizzo dei sottomarini - spiega Marquez - consente di passare indisturbati per il litorale colombiano, giungere nell'arcipelago ecuadoriano per poi dirigersi direttamente verso i paesi centroamericani, dove inizia il tragitto verso gli Stati Uniti. Ma ci sono anche altre rotte, come quelle che, partendo dal Sudamerica, si fermano a Panama e da li' ripartono verso il Vecchio Continente.
Missili e sottomarini arricchiscono il ventaglio delle metodologie piu' sperimentate come quelle dei tunnel sotterranei, anche questi realizzati sempre di piu' secondo tecniche sofisticate ed in qualche caso dotati addirittura di ascensori idraulici. Sotto l'aeroporto di Tijuana ne hanno gia' trovati una decina quest'anno, ma il sospetto e' che il sottosuolo dello scalo celi un vero e proprio formicaio.
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