Narcoguerra. Diecimila poliziotti per dare la caccia all'evaso El Chapo Guzman
Sono quasi 10mila i poliziotti mobilitati in Messico per tentare di catturare il super narcotrafficante Joaquin "El Chapo" Guzman, evaso sabato scorso da un carcere di massima sicurezza ad Ovest del Paese.
Il ministero dell'Interno messicano ha precisato i numeri di questa caccia all'uomo senza precedenti. Centouno posti di blocco sono stati allestiti lungo le principali strade e autostrade dei 21 Stati del Paese e nella capitale. Più di 100,000 volantini con foto recenti di "El Chapo" sono stati distribuiti da un capo all'altro del Paese. Circa 1,250 agenti della polizia federale sono stati sguinzagliati, inquadrati in delle unità speciali di ricerca, nella zona intorno alla prigione di Altiplano da cui Guzman è fuggito, situata 90 chilometri ad Ovest di Città del Messico. Più di 180 uomini delle forze speciali della gendarmeria sono stati mobilitati per per cercare di mettere le mani sul capo del potentissimo cartello di Sinaloa. Più di 8,200 poliziotti sono in "massima allerta" in tutti gli Stati messicani.
"Perquisizioni speciali sono in corso negli alberghi, negli ospedali e finanche nelle pompe funebri", ha fatto sapere il ministero. "Ogni singolo volo privato viene passato al vaglio degli inquirenti negli aeroporti del Paese, con una "rigorosa ispezione dei passeggeri".
Il ministro dell'Interno, Miguel Angel Osorio Chong, ha convocato urgentemente l'ambasciatore del Guatemala per rivedere le misure adottate congiuntamente dai due Paesi per tenere sotto controllo la loro comune frontiera che spesso viene superata senza difficoltà dai boss del narcotraffico. Guzman, 58 anni, era finito nelle reti della polizia una prima volta in Guatemala nel 1993. Rinchiuso in un carcere di massima sicurezza in Messico, ne era evaso nel 2001. Ricatturato nel febbraio del 2014, sabaro scorso si è reso protagonista di una seconda spettacolare evasione attraverso un tunnel di un chilometro e mezzo scavato sotto la doccia della sua cella, mettendo in grande imbarazzo l'amministrazione del presidente Enrique Pena Nieto.
Il ministero dell'Interno messicano ha precisato i numeri di questa caccia all'uomo senza precedenti. Centouno posti di blocco sono stati allestiti lungo le principali strade e autostrade dei 21 Stati del Paese e nella capitale. Più di 100,000 volantini con foto recenti di "El Chapo" sono stati distribuiti da un capo all'altro del Paese. Circa 1,250 agenti della polizia federale sono stati sguinzagliati, inquadrati in delle unità speciali di ricerca, nella zona intorno alla prigione di Altiplano da cui Guzman è fuggito, situata 90 chilometri ad Ovest di Città del Messico. Più di 180 uomini delle forze speciali della gendarmeria sono stati mobilitati per per cercare di mettere le mani sul capo del potentissimo cartello di Sinaloa. Più di 8,200 poliziotti sono in "massima allerta" in tutti gli Stati messicani.
"Perquisizioni speciali sono in corso negli alberghi, negli ospedali e finanche nelle pompe funebri", ha fatto sapere il ministero. "Ogni singolo volo privato viene passato al vaglio degli inquirenti negli aeroporti del Paese, con una "rigorosa ispezione dei passeggeri".
Il ministro dell'Interno, Miguel Angel Osorio Chong, ha convocato urgentemente l'ambasciatore del Guatemala per rivedere le misure adottate congiuntamente dai due Paesi per tenere sotto controllo la loro comune frontiera che spesso viene superata senza difficoltà dai boss del narcotraffico. Guzman, 58 anni, era finito nelle reti della polizia una prima volta in Guatemala nel 1993. Rinchiuso in un carcere di massima sicurezza in Messico, ne era evaso nel 2001. Ricatturato nel febbraio del 2014, sabaro scorso si è reso protagonista di una seconda spettacolare evasione attraverso un tunnel di un chilometro e mezzo scavato sotto la doccia della sua cella, mettendo in grande imbarazzo l'amministrazione del presidente Enrique Pena Nieto.
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