Martedì 9 giugno 2026
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Narcoguerra. Il museo degli strumenti dei narcos

AMERICHE - MESSICO
Notizia ·
Forniture di magliette intrise di coca, marijuana con gli sticker di Capitan America e Hello Kitty come marchio di fabbrica, catapulte medievali per lanciare la cocaina oltre confine, questi e molti altri armamentari fanno parte del patrimonio conservato al museo degli Enervantes, esposizione chiusa al pubblico e dedicata solo agli specialisti, attraverso la quale e' possibile seguire le tracce del genio malato delle organizzazioni messicane del narcotraffico negli anni.
Nelle varie sale, tra una pistola col calcio tempestato di diamanti e i modelli di armi tra i piu' disparati, ecco spuntare la sagoma di un sottomarino, risale ad alcuni anni fa, ed e' uno dei primi usati per raggiungere le coste degli Stati Uniti. Da allora ad oggi, molta e' la strada fatta dall'ingegno dei trafficanti che seguendo con attenzione le innovazioni tecnologiche, da buoni imprenditori, non esitano a reinvestire i loro profitti per acquistare i modelli piu' all'avanguardia. I nuovi sottomarini sono infatti sempre piu' veloci e per questo sempre piu' difficili da intercettare.
Ma c'e' anche chi non ha esitato a fare ricorso a metodi sperimentati nei secoli, come quello di lanciare la droga oltre la frontiera con l'aiuto di balestre. E chi ha paracadutato casse di metallo imbottite di cocaina, proprio come avviene con gli aiuti alle popolazioni in periodo di guerra.
Di recente adozione sono i missili assicurati alle chiglie delle imbarcazioni da sganciare in caso di controlli e da recuperare successivamente con l'aiuto di localizzatori satellitare e sub. Le organizzazioni piu' ricche ricorrono anche a elicotteri e aerei, anche questi rigorosamente hi-tech, dotati di optional che permettono sorvoli notturni.
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