Narcoguerra. Stratfor: la violenza dei cartelli si attenua al confronto con gli Usa
I cartelli messicani temono e rispettano il potere degli Usa, per cui il loro livello di violenza e il numero di operazioni e' maggiore quando operano in Messico e decresce con l'avvicinarsi alla frontiera, come se fosse una strategia per avere salve le proprie organizzazioni da un eventuale impatto con le autorita' statunitensi, anche perche' i loro attacchi agli interessi Usa hanno un impatto minore.Cosi' un rapporto dell'agenzia di intelligence Usa Statfor.
Cartelli come quello di Juarez, attraverso suoi bracci armati come “La Linea”, hanno dimostrato di essere in grado di fare attentati con auto-bomba ed hanno minacciato di farlo contro obiettivi Usa, ma non li hanno messi in atto.
La loro decisione di astenersi da certe attivita', cosi' come l'impiego di un'autobomba verso il Consolato Usa, indica che ci sono motivi precisi di carattere strategico che li portano a non farlo; quello che sembra piu' convincente e' che non considerano questi obiettivi in armonia coi propri interessi.
Secondo il rapporto i narcocartelli ritengono che la propria attivita' sia sufficiente per eliminare il principale ammortizzatore della forza Usa: il governo messicano. “I leader dei cartelli hanno chiaramente timore e rispetto della forza da superpotenza che hanno gli Usa”.
“In Messico i cartelli hanno maggiore liberta' d'azione, in droghe e atti violenti, di quanto ne avrebbero in Usa”. Gli invii di narcotici all'interno del Messico sono molto maggiori che non quelli verso gli Usa. Quando grandi quantita' di narcotici devono passare il confine con gli Usa, vengono prima divise in piccole partite e solo dopo trasportate in varie parti del territorio Usa.
I cartelli, inoltre, non uccidono in Usa persone di alto profilo pubblico, come capi di polizia, Sindaci e giornalisti, cosi' come invece fanno frequentemente in Messico
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