Nuova Zelanda. Niente prigione per la cannabis terapeutica
La Norml (National Organisation for the Reform of Marijuana Laws) neozelandese si e' dichiarata soddisfatta per la non condanna al carcere di un uomo d'affari di Christchurch trovato a coltivare cannabis per scopo terapeutico."La Nuova Zelanda -dice uno dei coordinatori dell'associazione, Stephen McIntyre- ha il piu' alto tasso di arresti per cannabis al giorno, 60, e c'e' da essere soddisfatti che la lista non si sia allungata di un'altra persona. Allo stesso tempo, pero', fa riflettere la ragione per la quale questa persona non e' stata condannata: perche' si tratta di una persona benestante e con un business alle spalle. Ma l'esperienza degli anni passati dice che tutti gli arrestati per essersi coltivati marijuana a scopo terapeutico sono stati giudicati secondo questa linea?".
McIntyre ha quindi ricordato il caso di un malato, un uomo con una gamba sola, che si coltivava marijuana per alleviare i dolori, dopo aver avuto l'approvazione del proprio medico, che, in passato ha scontato 18 mesi di reclusione.
"Uno studio recente ha mostrato che i dottori non considerano illegale autorizzare i propri pazienti a fare uso di marijuana". Secondo la Norml, in tutti i casi di "via libera" da parte del medico, le autorita' non dovrebbero arrestare chi detiene o coltiva per se' la propria "medicina".
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