Da Obama via libera ai finanziamenti sulla ricerca con le staminali embrionali
"Via libera alla ricerca sulle cellule staminali embrionali. Con un ordine esecutivo (che firmera' lunedi' prossimo) Barack Obama ha deciso di ribaltare la linea che la Casa Bianca aveva tenuto per otto anni abolendo i limiti sul finanziamento federale imposti da George W. Bush nel 2001 su un terreno delicato come quello dell'embrione. Obama lo aveva promesso in campagna elettorale - su questo era d'accordo anche il candidato repubblicano John McCain - e ha deciso di mantenere rapidamente la promessa nonostante le riserve di una parte del Gop e anche di qualche esponente democratico.
Parlando di questo argomento in alcune interviste televisive, nei giorni scorsi Obama aveva detto che avrebbe preferito che sulle staminali embrionali si pronunciasse prima il Congresso con una legge apposita. Ieri, improvvisa, la decisione di accelerare i tempi e di firmare un ordine esecutivo all'inizio della settimana prossima. Lo fara' lunedi' durante una cerimonia - secondo quanto anticipato da alcuni network Usa - nel corso della quale spieghera' (dicono 'fonti' della Casa Bianca) che la decisione e' stata presa per 'riportare l'integrita' scientifica nel campo delle scelte politiche sulla salute'.
Un'accelerazione dovuta anche ad altri due fattori: che i tempi per una legge del Congresso su questa materia si prospettavano piuttosto lunghi e che un tema cosi' delicato e sensibile alle battaglie ideologiche e religiose rischiava di spezzare quel clima 'bipartisan' che Obama intende conservare in un momento di grave crisi economica come quello attuale. Dalla sua il presidente sa, del resto, di avere la maggior parte dell'opinione pubblica. Secondo alcuni sondaggi oltre il 60 per cento degli americani e' favorevole all'uso dei fondi di ricerca federali sulle staminali embrionali.
Si tratta di un altro 'ribaltone' rispetto alla casa Bianca di Bush. L'ex presidente nell'agosto del 2001 aveva infatti firmato un ordine esecutivo con il quale autorizzava un limitato finanziamento federale in materia, ristretto solo alla ricerca su una sessantina di 'linee' di staminali embrionali gia' esistenti e vietando fondi pubblici per crearne altre. In realta' le 'linee' (le coltivazioni di cellule) effettivamente utilizzabili risultarono poche decine e negli ultimi anni la ricerca sulle staminali che coinvolge l'embrione e' continuata solo grazie ai fondi privati. Per ben due volte - durante gli otto anni della sua presidenza - Bush aveva poi posto il veto per bloccare le diverse iniziative del Congresso che miravano a cancellare questi limiti.
'Mi sento vendicato dopo otto anni di battaglia, questa decisione dara' nuova forza e nuova vitalita' al mio team di ricercatori'. Cosi' George Daley, che lavora all'Harvard Stem Cell Institute and Children's Hospital of Boston ha commentato entusiasta la notizia. Tutti i maggiori istituti di ricerca americani avevano per anni criticato la decisione di Bush, sostenendo che il lavoro di ricerca sulle cellule staminali embrionali era quello che avrebbe portato piu' rapidamente a successi in campo medico e che in terreni come questo la scienza e non la politica devono essere l'ultimo giudice".
COMMENTI
Sul fronte etico-scientifico, "con Obama registriamo una regressione culturale". Lo afferma Stefano De Lillo, senatore Pdl, commentando il via libera alla ricerca sulle staminali embrionali da parte del neopresidente Usa, che lunedi' eliminera' il bando voluto dal predecessore George W. Bush. "La sperimentazione sulle embrionali - sostiene De Lillo - riapre un capitolo che l'etica aveva chiuso, perche' la sperimentazione scientifica deve mirare a tutelare la vita e non puntare alla sua distruzione". In questo caso invece, per il parlamentare della Pdl, si tratta di "una distruzione di vite ingiustificabile, visti i promettenti risultati della sperimentazione sulle cellule staminali adulte e cordonali. La tutela della vita fin dal suo concepimento e' il fondamento stesso di ogni diritto, e la decisione di riaprire la sperimentazione sulle embrionali preoccupa fortemente le coscienze", sottolinea.
L'importante e' che la ricerca, che e' di per se universale e non di un singolo paese, si faccia ed a 360 gradi: quindi, bene Obama per aver mantenuto la promessa fatta prima delle elezioni, ma bene anche l'Ue dove si fa la ricerca sulle cellule staminali embrionali. Lo sostiene il genetista dell'Universita' di Tor Vergata, Giuseppe Novelli, per il quale, "con questa decisione Obama vuole avere l'egemonia su questa ricerca tanto la affida alle strutture pubbliche e di fatto la sottopone al controllo pubblico e quindi etico maggiore rispetto alle strutture private". Ora non e' tanto importante quel che si fa in Italia. "Importante - conclude Novelli - e' che si faccia la ricerca a 360 gradi negli Usa come anche nell'Ue".
E' il comportamento coerente di uno Stato che ha sempre beneficiato delle ricerche sulle embrionali che da Bush erano state bandite dai finanziamenti pubblici. Cosi' Elena Cattaneo, direttore del Laboratorio sulle cellule staminali e le malattie degenerative alla Statale di Milano, saluta la positiva decisione di Barack Obama: "speriamo che mantenga per intero le promesse", nota la Cattaneo. "Le cellule embrionali umane sono state scoperte nel 1998 dai ricercatori americani - conclude la Cattaneo - e sempre dagli americani e' stata di recente scoperta la riprogrammazione delle cellule della pelle e grazie proprio alla ricerca sulle embrionali".
L'Osservatore Romano, riprendendo un giudizio gia' espresso dai vescovi statunitensi, definisce 'profondamente immorale e superflua' la ricerca sulle staminali embrionali, a cui il presidente Barack Obama si appresta a concedere fondi federali.
"La decisione di Obama e' un segnale di speranza per la comunita' scientifica internazionale, e per tutti i cittadini, nonche' una battuta d'arresto per i fondamentalismi che operano su scala globale". E' il commento di Marco Cappato, deputato europeo radicale e segretario dell'Associazione Luca Coscioni. Per Cappato, "alla luce della decisione di Obama, risulta ancora piu' assurda e umiliante per i ricercatori italiani la proibizione sulle cellule embrionali che il Governo italiano ha introdotto nei nuovi bandi per i finanziamenti alla ricerca sulle staminali".
Parlando di questo argomento in alcune interviste televisive, nei giorni scorsi Obama aveva detto che avrebbe preferito che sulle staminali embrionali si pronunciasse prima il Congresso con una legge apposita. Ieri, improvvisa, la decisione di accelerare i tempi e di firmare un ordine esecutivo all'inizio della settimana prossima. Lo fara' lunedi' durante una cerimonia - secondo quanto anticipato da alcuni network Usa - nel corso della quale spieghera' (dicono 'fonti' della Casa Bianca) che la decisione e' stata presa per 'riportare l'integrita' scientifica nel campo delle scelte politiche sulla salute'.
Un'accelerazione dovuta anche ad altri due fattori: che i tempi per una legge del Congresso su questa materia si prospettavano piuttosto lunghi e che un tema cosi' delicato e sensibile alle battaglie ideologiche e religiose rischiava di spezzare quel clima 'bipartisan' che Obama intende conservare in un momento di grave crisi economica come quello attuale. Dalla sua il presidente sa, del resto, di avere la maggior parte dell'opinione pubblica. Secondo alcuni sondaggi oltre il 60 per cento degli americani e' favorevole all'uso dei fondi di ricerca federali sulle staminali embrionali.
Si tratta di un altro 'ribaltone' rispetto alla casa Bianca di Bush. L'ex presidente nell'agosto del 2001 aveva infatti firmato un ordine esecutivo con il quale autorizzava un limitato finanziamento federale in materia, ristretto solo alla ricerca su una sessantina di 'linee' di staminali embrionali gia' esistenti e vietando fondi pubblici per crearne altre. In realta' le 'linee' (le coltivazioni di cellule) effettivamente utilizzabili risultarono poche decine e negli ultimi anni la ricerca sulle staminali che coinvolge l'embrione e' continuata solo grazie ai fondi privati. Per ben due volte - durante gli otto anni della sua presidenza - Bush aveva poi posto il veto per bloccare le diverse iniziative del Congresso che miravano a cancellare questi limiti.
'Mi sento vendicato dopo otto anni di battaglia, questa decisione dara' nuova forza e nuova vitalita' al mio team di ricercatori'. Cosi' George Daley, che lavora all'Harvard Stem Cell Institute and Children's Hospital of Boston ha commentato entusiasta la notizia. Tutti i maggiori istituti di ricerca americani avevano per anni criticato la decisione di Bush, sostenendo che il lavoro di ricerca sulle cellule staminali embrionali era quello che avrebbe portato piu' rapidamente a successi in campo medico e che in terreni come questo la scienza e non la politica devono essere l'ultimo giudice".
COMMENTI
Sul fronte etico-scientifico, "con Obama registriamo una regressione culturale". Lo afferma Stefano De Lillo, senatore Pdl, commentando il via libera alla ricerca sulle staminali embrionali da parte del neopresidente Usa, che lunedi' eliminera' il bando voluto dal predecessore George W. Bush. "La sperimentazione sulle embrionali - sostiene De Lillo - riapre un capitolo che l'etica aveva chiuso, perche' la sperimentazione scientifica deve mirare a tutelare la vita e non puntare alla sua distruzione". In questo caso invece, per il parlamentare della Pdl, si tratta di "una distruzione di vite ingiustificabile, visti i promettenti risultati della sperimentazione sulle cellule staminali adulte e cordonali. La tutela della vita fin dal suo concepimento e' il fondamento stesso di ogni diritto, e la decisione di riaprire la sperimentazione sulle embrionali preoccupa fortemente le coscienze", sottolinea.
L'importante e' che la ricerca, che e' di per se universale e non di un singolo paese, si faccia ed a 360 gradi: quindi, bene Obama per aver mantenuto la promessa fatta prima delle elezioni, ma bene anche l'Ue dove si fa la ricerca sulle cellule staminali embrionali. Lo sostiene il genetista dell'Universita' di Tor Vergata, Giuseppe Novelli, per il quale, "con questa decisione Obama vuole avere l'egemonia su questa ricerca tanto la affida alle strutture pubbliche e di fatto la sottopone al controllo pubblico e quindi etico maggiore rispetto alle strutture private". Ora non e' tanto importante quel che si fa in Italia. "Importante - conclude Novelli - e' che si faccia la ricerca a 360 gradi negli Usa come anche nell'Ue".
E' il comportamento coerente di uno Stato che ha sempre beneficiato delle ricerche sulle embrionali che da Bush erano state bandite dai finanziamenti pubblici. Cosi' Elena Cattaneo, direttore del Laboratorio sulle cellule staminali e le malattie degenerative alla Statale di Milano, saluta la positiva decisione di Barack Obama: "speriamo che mantenga per intero le promesse", nota la Cattaneo. "Le cellule embrionali umane sono state scoperte nel 1998 dai ricercatori americani - conclude la Cattaneo - e sempre dagli americani e' stata di recente scoperta la riprogrammazione delle cellule della pelle e grazie proprio alla ricerca sulle embrionali".
L'Osservatore Romano, riprendendo un giudizio gia' espresso dai vescovi statunitensi, definisce 'profondamente immorale e superflua' la ricerca sulle staminali embrionali, a cui il presidente Barack Obama si appresta a concedere fondi federali.
"La decisione di Obama e' un segnale di speranza per la comunita' scientifica internazionale, e per tutti i cittadini, nonche' una battuta d'arresto per i fondamentalismi che operano su scala globale". E' il commento di Marco Cappato, deputato europeo radicale e segretario dell'Associazione Luca Coscioni. Per Cappato, "alla luce della decisione di Obama, risulta ancora piu' assurda e umiliante per i ricercatori italiani la proibizione sulle cellule embrionali che il Governo italiano ha introdotto nei nuovi bandi per i finanziamenti alla ricerca sulle staminali".
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