Onu. 80% della cannabis fumata in Europa viene dal Marocco
La cannabis, da cui si produce l'hashish, arriva in Francia dal Marocco che fornisce -secondo il rapporto del 2005 dell'ufficio delle Nazioni Unite contro la droga e il crimine organizzato- il 31 per cento della produzione mondiale e l'80 per cento delle tremila tonnellate fumate ogni anno in Europa, a quanto scrive Le Monde. Tra l'acquisto iniziale e la rivendita al dettaglia, il chilo di resina passa da 300-400 a 1500-2000 euro: tutto comincia nel Rif, la catena montagnosa marocchina che costeggia il Mediterraneo, dove l'inverno e' duro e innevato e la cultura della cannabis e' una tradizione che ha preso una dimensione enorme con l'esplosione della richiesta europea, negli anni Settanta, tanto da diventare una monocultura.Il politologo marocchino Mohammed Tozy, che ha lavorato per il rapporto Onu, divide i 120-130 mila ettari di coltura di cannabis nel Rif in tre zone, che si differenziano dal grado della piu' o meno grande tollenza delle autorita'. La prima e' quelle della alte valli, dove il kif viene coltivato dal XVI secolo. La coltura viene qui tollerata e tale tolleranza da' luogo a negoziati permanenti con le autorita'. La seconda zona di produzione e' sulle cime dei monti e nella regione pedemontana; qui la cannabis regna sovrana; qui non c'e' tolleranza ufficiale, ma non ci sono piu' episodi di estirpazione delle colture. La terza zona e' sulla pianura costiera, dove invece vige la politica dell'estirpazione; nel giugno del 2005 l'80 per cento della produzione venne distrutta con dei lanciafiamme; il motivo e' che i capitali di queste recenti coltivazioni arriva dai "baroni" di Tangeri o di altrove; si tratta di uomini di affari che possono importare armi o cocaina e sono incontrollabili - fatto intollerabile per la monarchia. E poi l'hashish bisogna esportarlo: le vie sono numerose e ingegnose. Tangeri, e soprattutto Casablanca, sono i porti principali. Il metodo piu' diffuso e' costituito dai canotti pneumatici a quattro motori, e dalle barche a vela. Ma ci sono anche le navi da crociera russe, gli aerei di linea, i bus regoalari e le auto dei turisti. Le vie di uscita della cannabis marocchina sono, in poche parole, molteplici e incontrollabili.
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