Martedì 9 giugno 2026
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Onu. Afghanistan: evitare che regni l'"industria dei narcotici"

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Si sono realizzati considerevoli progressi in Afghanistan dopo la caduta dei Taliban, tuttavia la crescente insicurezza e l'allarmante aumento del traffico di oppio, che e' pari alla meta' del prodotto interno lordo (Pil) afgano, minacciano seriamente il fragile processo politico che dovrebbe culminare con la celebrazione delle elezioni generali prevista per il prossimo giugno. Cosi' ieri al Consiglio di Sicurezza l'inviato speciale dell'Onu in Afghanistan, Lakhdar Brahimi nel suo ultimo rapporto. Il settantenne ex ministro degli Esteri algerino da oggi e' il nuovo consigliere speciale di Kofi Annan per la gestione dei conflitti.
Nel suo ultimo rapporto Brahimi ha tracciato un bilancio pessimista e speranzoso al tempo stesso. Uno dei principali successi della transizione e' stato quello di evitare un conflitto in "grande scala". Il Paese e' tornato ad una qualche normalita' con le scuole, la moneta, la ricostruzione delle infrastrutture, ma una delle zavorre che piu' pesano e' l'eroina.
I dati Onu parlano di entrate per il commercio di oppio pari a 2.300 milioni di dollari per il 2003, una cifra che e' pari alla meta' del Pil afgano. Il 7% della popolazione, pari a 1,7 milioni di persone, si dedica alla coltivazione di papavero da oppio in 28 delle 32 regioni del Paese e ci si aspetta un aumento per l'anno in corso.
"Dobbiamo evitare che l'industria dei narcotici faccia da padrona nell'economia afgana", ha precisato Brahimi.
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