Onu. Costa: l'Afghanistan a rischio colombianizzazione
Il vice segretario generale dell'Onu e direttore generale dell'Ufficio delle Nazioni Unite contro la droga ed il crimine (Unodc), Antonio Maria Costa, ha avvertito oggi i Paesi della Nato che in Afghanistan si rischia la nascita di cartelli della droga in stile colombiano.
Dato che la coltivazione dell'oppio anche quest'anno dovrebbe aver prodotto piu' di un miliardo di dollari di ricavi -ha detto Costa a Bruxelles al termine di un incontro con il Consiglio di partnership euro-atlantica al quartier generale della Nato- e' necessario che la comunita' internazionale mobiliti i propri soldati per combattere il traffico della materia prima da cui si produce l'eroina.
"Vediamo una tendenza piuttosto preoccupante", ha spiegato Costa segnalando che alcuni dei cosiddetti signori della guerra afghani sono coinvolti nel traffico di droga o nel riciclaggio del denaro sporco, anche ad esempio attraverso l'acquisto di hotel e altre strutture. "Questo potrebbe essere l'inizio di un processo che potrebbe creare in Afghanistan cartelli non molto diversi da quelli di Cali' e Medellin".
In questo scenario che rischia di diventare "pessimo" (sul fronte della sicurezza "c'e stato un deterioramento"), Costa ha auspicato un coinvolgimento della missione anti-talebana e di lotta al terrorismo guidata dagli Usa: "La proposta che sto avanzando in alcuni ambiti e oggi qui -ha detto il vice segretario generale Onu- e' che i militari che fanno parte di Enduring Freedom dovrebbero essere coinvolti, secondo me, nella lotta al narcotraffico" e indirizzati contro "i signori della guerra implicati nel traffico". Sebbene non disponga di un mandato specifico per avanzarla e la sua sia una proposta "molto generale", Costa ha affermato che "la questione e' sul tavolo e spero sia esaminata". Pressato dai giornalisti, Costa ha ammesso che "tutti i signori della guerra", "in un modo o nell'altro", sono coinvolti nel narcotraffico quantomeno per pagare le loro milizie.
A 21 mesi dalla caduta del regime Taliban, e' noto che l'Afghanistan e' ancora uno dei principali produttori mondiali di droga (il 75% dell'oppio presente sul mercato mondiale viene da li' e piu' dell'80% dell'eroina che circola in Europa viene raffinata da oppio afghano).
All'organismo che raccoglie 46 paesi (19 Nato piu' 27 "partner"), Costa ha detto di aver segnalato come nel solo 2002 ben 74 mila ettari di terreno afghano sono stati destinati alla coltivazione del papavero e il paese ha prodotto piu' di 3.400 tonnellate di oppio con un aumento dei profitti annuali della droga "enorme rispetto al periodo precedente", arrivando a 1,2 miliardi di dollari: questo perche' i prezzi dell'oppio in Afghanistan sono passati dai consueti 35 dollari sui 350 dollari al chilo sviluppando proventi di traffico per 1,3 miliardi di dollari. Fornendo un'indicazione sulla stima Unodc di questo tipo di profitti che verra' pubblicata in rapporto atteso per il 6 ottobre, Costa ha detto: "non vi aspettate che la cifra sia molto differente".
Il vero problema pare essere quello delle risorse per riconvertire l'economia del papavero da oppio: secondo Costa servono infrastrutture per modernizzare l'arretrato paese: mentre in Bosnia e Kosovo vengono convogliati aiuti allo sviluppo di 250 dollari a persona, in Afghanistan ne fluiscono solo 50. Di ritorno da una missione di quasi due settimane nel paese, il direttore dell'Unodc ha notato "ragionevolmente buoni" progressi sul fronte delle riforme istituzionali afghane.
Dato che la coltivazione dell'oppio anche quest'anno dovrebbe aver prodotto piu' di un miliardo di dollari di ricavi -ha detto Costa a Bruxelles al termine di un incontro con il Consiglio di partnership euro-atlantica al quartier generale della Nato- e' necessario che la comunita' internazionale mobiliti i propri soldati per combattere il traffico della materia prima da cui si produce l'eroina.
"Vediamo una tendenza piuttosto preoccupante", ha spiegato Costa segnalando che alcuni dei cosiddetti signori della guerra afghani sono coinvolti nel traffico di droga o nel riciclaggio del denaro sporco, anche ad esempio attraverso l'acquisto di hotel e altre strutture. "Questo potrebbe essere l'inizio di un processo che potrebbe creare in Afghanistan cartelli non molto diversi da quelli di Cali' e Medellin".
In questo scenario che rischia di diventare "pessimo" (sul fronte della sicurezza "c'e stato un deterioramento"), Costa ha auspicato un coinvolgimento della missione anti-talebana e di lotta al terrorismo guidata dagli Usa: "La proposta che sto avanzando in alcuni ambiti e oggi qui -ha detto il vice segretario generale Onu- e' che i militari che fanno parte di Enduring Freedom dovrebbero essere coinvolti, secondo me, nella lotta al narcotraffico" e indirizzati contro "i signori della guerra implicati nel traffico". Sebbene non disponga di un mandato specifico per avanzarla e la sua sia una proposta "molto generale", Costa ha affermato che "la questione e' sul tavolo e spero sia esaminata". Pressato dai giornalisti, Costa ha ammesso che "tutti i signori della guerra", "in un modo o nell'altro", sono coinvolti nel narcotraffico quantomeno per pagare le loro milizie.
A 21 mesi dalla caduta del regime Taliban, e' noto che l'Afghanistan e' ancora uno dei principali produttori mondiali di droga (il 75% dell'oppio presente sul mercato mondiale viene da li' e piu' dell'80% dell'eroina che circola in Europa viene raffinata da oppio afghano).
All'organismo che raccoglie 46 paesi (19 Nato piu' 27 "partner"), Costa ha detto di aver segnalato come nel solo 2002 ben 74 mila ettari di terreno afghano sono stati destinati alla coltivazione del papavero e il paese ha prodotto piu' di 3.400 tonnellate di oppio con un aumento dei profitti annuali della droga "enorme rispetto al periodo precedente", arrivando a 1,2 miliardi di dollari: questo perche' i prezzi dell'oppio in Afghanistan sono passati dai consueti 35 dollari sui 350 dollari al chilo sviluppando proventi di traffico per 1,3 miliardi di dollari. Fornendo un'indicazione sulla stima Unodc di questo tipo di profitti che verra' pubblicata in rapporto atteso per il 6 ottobre, Costa ha detto: "non vi aspettate che la cifra sia molto differente".
Il vero problema pare essere quello delle risorse per riconvertire l'economia del papavero da oppio: secondo Costa servono infrastrutture per modernizzare l'arretrato paese: mentre in Bosnia e Kosovo vengono convogliati aiuti allo sviluppo di 250 dollari a persona, in Afghanistan ne fluiscono solo 50. Di ritorno da una missione di quasi due settimane nel paese, il direttore dell'Unodc ha notato "ragionevolmente buoni" progressi sul fronte delle riforme istituzionali afghane.
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