L'Onu preoccupata per le detenzioni arbitrarie in Italia
Nella lotta alla criminalita' organizzata, al terrorismo, al contrasto dei reati comuni commessi dagli immigrato il governo italiano ricorre a misure straordinarie che prevedono la privazione della liberta' e cio' 'preoccupa' il gruppo di lavoro dell'Onu sulla detenzione arbitraria che in questi giorni ha visitato carceri e Cie (centri di identificazione e espulsione) a Roma, Napoli, Catania, Caltanissetta, Cassibile (Siracusa) e Milano. Sotto accusa, tra l' altro, - hanno sottolineato i due operatori Onu in una conferenza stampa alla Societa' italiana per l'organizzazione internazionale (Sioi), Aslan Abashidze e Roberto Garreton - le ripetute proroghe del 41 bis nei casi di criminalita' organizzata, un provvedimento che il gruppo dell'Onu ha definito 'caso limite'. Anche nel contrasto al terrorismo internazionale, l'Onu ha trovato una 'zona d'ombra', che riguarda il rimpatrio dello straniero in Paesi dove corre il rischio di essere oggetto di detenzione arbitraria e di processi viziati, nonche' di tortura. Infine, nel contrastare i reati commessi dai cittadini stranieri, l'Onu ha condannato la modifica del codice penale in base alla quale la condizione di clandestinita' costituisce aggravante per qualsiasi reato e ha definito 'inquietante' il reato di immigrazione illegale. 'Ottima' invece l'impressione avuta dal sistema di giustizia minorile, mentre e' 'necessaria' una riforma degli ospedali psichiatrici giudiziari. L'Onu rivolge anche un appello affinche' l'Italia metta in pratica le raccomandazioni contenute nel rapporto De Mistura.
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