Onu. Rapporto sulla produzione di oppio in Myanmar
Il Myanmar, il paese asiatico sudorientale promosso lo scorso anno in testa alla classifica mondiale dei principali produttori di oppio dal forte calo dell'Afghanistan, in realta' nel 2002 ha visto diminuire la sua produzione di circa un quarto. Lo riferisce il primo rapporto complessivo sulla produzione di oppio in Myanmar (come si chiama oggi la ex Birmania) presentato oggi a Vienna.
In totale la produzione di oppio birmano nel 2002 e' stata di 828 tonnellate, inferiore alle stime fatte per gli anni precedenti, ha detto oggi il direttore dell'Ufficio dell'Onu per il controllo degli stupefacenti e la prevenzione del crimine organizzato, Antonio Maria Costa, nel presentare i risultati della ricerca condotta tra gennaio e marzo scorso in collaborazione con il il governo birmano.
Il rapporto, che sara' seguito presto da simili ricerche sugli altri due paesi principali coltivatori di oppio (Afghanistan e Laos), indica in circa 500 dollari americani il reddito annuale per famiglia impegnata nella coltivazione di papaveri da oppio in Myanmar. Nella ex Birmania la superficie coltivata a oppio si aggira tra 65 mila e 90 mila ettari, con una resa di 10 kg di oppio per ettaro (rispetto a 30 kg/ha in Afghanistan). La differenza di produttivita' e' stata spiegata da Sandeep Chawla, il capo dell'ufficio studi dell'Odccp, con il fatto che in Afghanistan il papavero da oppio viene coltivato in campi irrigati artificialmente, in Myanmar invece l'irrigazione avviene solo con la pioggia.
Sulla base di un prezzo pagato al coltivatore di 151 dollari Usa per kg, secondo il rapporto, il valore totale dell'oppio prodotto in Myanmar nel 2002 viene stimato in circa 125 milioni di dollari. Questo valore chiaramente non e' in nessun rapporto con quelli che sono invece i prezzi internazionali dell'oppio, soprattutto sul mercato illegale dell'eroina da esso ricavata.
Per quanto riguarda i fumatori di oppio in Myanmar, essi sono stimati in circa il 2,5% della popolazione (rispetto allo 0,3% su scala mondiale, pari a circa 30 milioni di persone che hanno fumato oppio almeno una volta nell'ultimo anno). Il consumatore tipico ha piu' di 60 anni, e' maschio, vive in paesini e villaggi sperduti, e fuma l'oppio per ragioni culturali.
La concentrazione maggiore dei terreni coltivati a oppio e' vicino al confine con la Cina, secondo il rapporto, mentre il maggiore consumo illegale avviene vicino al confine con la Thailandia, dove spunta prezzi piu' alti.
Il rapporto integrale e' consultabile a questo indirizzo: clicca qui
In totale la produzione di oppio birmano nel 2002 e' stata di 828 tonnellate, inferiore alle stime fatte per gli anni precedenti, ha detto oggi il direttore dell'Ufficio dell'Onu per il controllo degli stupefacenti e la prevenzione del crimine organizzato, Antonio Maria Costa, nel presentare i risultati della ricerca condotta tra gennaio e marzo scorso in collaborazione con il il governo birmano.
Il rapporto, che sara' seguito presto da simili ricerche sugli altri due paesi principali coltivatori di oppio (Afghanistan e Laos), indica in circa 500 dollari americani il reddito annuale per famiglia impegnata nella coltivazione di papaveri da oppio in Myanmar. Nella ex Birmania la superficie coltivata a oppio si aggira tra 65 mila e 90 mila ettari, con una resa di 10 kg di oppio per ettaro (rispetto a 30 kg/ha in Afghanistan). La differenza di produttivita' e' stata spiegata da Sandeep Chawla, il capo dell'ufficio studi dell'Odccp, con il fatto che in Afghanistan il papavero da oppio viene coltivato in campi irrigati artificialmente, in Myanmar invece l'irrigazione avviene solo con la pioggia.
Sulla base di un prezzo pagato al coltivatore di 151 dollari Usa per kg, secondo il rapporto, il valore totale dell'oppio prodotto in Myanmar nel 2002 viene stimato in circa 125 milioni di dollari. Questo valore chiaramente non e' in nessun rapporto con quelli che sono invece i prezzi internazionali dell'oppio, soprattutto sul mercato illegale dell'eroina da esso ricavata.
Per quanto riguarda i fumatori di oppio in Myanmar, essi sono stimati in circa il 2,5% della popolazione (rispetto allo 0,3% su scala mondiale, pari a circa 30 milioni di persone che hanno fumato oppio almeno una volta nell'ultimo anno). Il consumatore tipico ha piu' di 60 anni, e' maschio, vive in paesini e villaggi sperduti, e fuma l'oppio per ragioni culturali.
La concentrazione maggiore dei terreni coltivati a oppio e' vicino al confine con la Cina, secondo il rapporto, mentre il maggiore consumo illegale avviene vicino al confine con la Thailandia, dove spunta prezzi piu' alti.
Il rapporto integrale e' consultabile a questo indirizzo: clicca qui
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