I parchi divertimento piacciono
I parchi divertimento conquistano un ruolo sempre più centrale nelle scelte di consumo legate al tempo libero e si affermano come una componente essenziale del paniere di esperienze che gli Italiani desidererebbero vivere con maggiore frequenza. È il quadro che emerge dai risultati dell’Osservatorio Nazionale AssoParchi 2026, realizzato in collaborazione con GRS Research & Strategy, presentato oggi all’Acquario di Genova, nella seconda giornata del Meeting Annuale AssoParchi.
Maurizio Crisanti, Direttore AssoParchi, dichiara: “L’Osservatorio si sviluppa lungo tre direttrici: l’esperienza dei visitatori, l’evoluzione della domanda e le scelte di investimento delle imprese. Puntiamo a costruire una base solida di conoscenze per comprendere le dinamiche del mercato e orientare le strategie di sviluppo. I dati ci permettono anche di valorizzare il contributo economico del comparto, rafforzandone il ruolo e il riconoscimento all’interno del sistema turistico nazionale”.
Il primo segnale positivo arriva direttamente dai visitatori: dall’analisi di quasi 4.000 questionari raccolti durante le giornate di visita, il livello di soddisfazione complessiva raggiunge 4,57 punti su 5, mentre la propensione al ritorno si attesta a 4,40 su 5. Il Net Promoter Score, che si basa sulla disponibilità degli ospiti a consigliare l’esperienza ad amici e colleghi, è a quota +69, su una scala compresa tra -100 e +100.
Allargando il panorama all’intera popolazione, la ricerca GRS In Person Impact Index Italia, condotta su un campione di 705 intervistati, rivela che quasi 7 italiani su 10 (69%) vorrebbero vivere più esperienze in presenza, all’insegna della condivisione. Una domanda potenziale che apre nuove opportunità anche per i parchi divertimento, tra le realtà che meglio interpretano questo desiderio di socialità e coinvolgimento attivo, non mediato dalla tecnologia. A frenare la partecipazione a queste attività sono soprattutto la mancanza di tempo (48%), i costi (42%) e le difficoltà logistiche (34%).
Una domanda potenziale a cui i parchi da sempre rispondono puntando sull’innovazione costante e sull’ampliamento dell’offerta. La prima fase del censimento 2026 conferma che il 90% delle imprese prevede nuovi investimenti, destinati soprattutto alla realizzazione di attrazioni (85%), al potenziamento delle infrastrutture (64%) e alla digitalizzazione (56%). Quasi 8 operatori su 10 (79%) intendono allargare spazi e proposte di intrattenimento per intercettare nuovi segmenti di pubblico.
Il comparto, che raggruppa ad oggi più di 400 strutture tra parchi a tema, acquatici, faunistici e avventura, nel 2025 ha registrato 21 milioni di visitatori certificati SIAE e 306 milioni di euro di ricavi dalla sola vendita dei biglietti. Il valore dell’indotto raggiunge gli 8 miliardi di euro: un sistema economico che coinvolge ospitalità, ristorazione, commercio, trasporti e servizi, generando ricadute diffuse sul territorio. Basti pensare che, a fronte di 25.000 impiegati diretti tra dipendenti fissi e stagionali, l’indotto legato ai parchi coinvolge almeno 60.000 lavoratori.
“Molti parchi sono ancora aperti con le tematizzazioni di Natale ed è ancora presto per trarre delle conclusioni sull’andamento dell’anno: possiamo comunque stimare una chiusura in linea con il 2025. Le presenze nei parchi acquatici sono cresciute, trainate da un’estate particolarmente calda, che però ha penalizzato altre tipologie di parchi. La stagione autunnale è iniziata molto bene, con il grande exploit di Halloween che si conferma un volano di crescita per i parchi a tema. Anche le prospettive per il Natale sono positive, complici le tematizzazioni sempre più ricercate che hanno permesso di creare un appuntamento irrinunciabile per molte famiglie. Per mantenere vivo l’interesse del pubblico e continuare a sorprendere gli ospiti anno dopo anno, il settore continuerà ad investire, nell’ambito di un piano triennale del valore di 500 milioni di euro” – conclude Luciano Pareschi, Presidente AssoParchi.