Peru'. Condannato il narcotrafficante "Vaticano" per collaborazione con la guerriglia
E' stato condannato ieri a 18 anni di carcere Demetrio Chavez, alias "Vaticano", ritenuto il maggior narcotrafficante peruviano, per sostenere con alimenti e denaro la guerriglia in cambio di protezione. Il tribunale ha anche ordinato di pagare 14 mila dollari come riparazione civile per il reato di terrorismo a favore dello Stato.Il narcotrafficante e' stato accusato di avere collaborato con i gruppi di Sendero Luminoso e con il Movimiento Revolucionario Tupac Amaru (Mrta), che hanno terrorizzato il Paese per quasi due decenni a partire dal 1980. Secondo le recenti conclusioni a cui e' giunta la Commissione per la Verita' e la Riconciliazione, in quegli anni sarebbero morte almeno 69 mila persone, per lo piu' poveri contadini della regione di Ayacucho. La meta' di queste vittime sarebbero dovute proprio alle azioni di Sendero Luminoso, l'altra meta' alle forze di polizia, esercito e comitati di autodifesa.
"Sono stato un narcotrafficante, ma mai mi potranno dare del terrorista", aveva detto durante il processo Chavez. Di piu', ha ripetutamente accusato l'ex capo dei servizi segreti Vladimiro Montesinos di avergli offerto protezione con l'Esercito per le sue operazioni nella foresta peruviana proprio dalla guerriglia.
Questa e' la sua terza condanna, ha gia' avuto 25 anni per il reato di narcotraffico dopo che era stato catturato nel 1994, e non essendo cumulabili le sentenze, gli verra' applicata la pena maggiore. Durante il Governo dell'ex presidente Alberto Fujimori era stato condannato all'ergastolo da una corte militare. Dopo la caduta di Fujimori pero' erano state annullate tutte le condanne emesse dalle corti marziali.
L'avvocato di Chavez, Pablo Castro, ha gia' preannunciato che chiedera' l'annullamento della sentenza, e denuncera' i giudici per avere accusato, senza averlo dimostrato, che il suo assistito avrebbe appoggiato i gruppi ribelli.
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