Peru'. Migliaia di cocaleros marciano a Lima
La scarcerazione del loro dirigente Nelson Palomino (arrestato nel febbraio del 2003 con l'accusa di apologia del terrorismo e incitazione alla violenza), la disattivazione -o la revisione- dell'attivita' della Commissione nazionale per lo sviluppo e la vita senza droga (Devida), la sospensione del programma di distruzione delle piantagioni di coca e la legalizzazione delle stesse coltivazioni. Queste le richieste principali degli oltre 3 mila cocaleros peruviani che sono arrivati oggi nella citta' di Lima."Non siamo venuti a giocare", ha avvertito con tono solenne la principale dirigente dei cocaleros, Elsa Malpartida, che ha precisato come questa volta non commetteranno di nuovo l'errore di fidarsi ciecamente del Governo come era avvenuto nell'aprile dell'anno scorso, quando alle promesse non seguirono poi i fatti.
Proprio il Devida, che viene accusato di eccessiva burocrazia dai dimostranti, ha ricordato che in Peru' il consumo legale di coca e' di 9.000 tonnellate all'anno, e che la differenza con la produzione totale di 53.000 tonnellate va direttamente al narcotraffico. Ma nei giorni scorsi il direttore del Devida, Nils Ericcson Correa aveva fatto dichiarazioni concilianti. "Per il Governo degli Stati Uniti tutti quelli che seminano coca in maniera illegale sono delinquenti. Noi, invece, non li consideriamo tali, in alcun modo. [.] I contadini cocaleros li consideriamo come qualsiasi altro agricoltore, e li riceviamo apertamente. Noi non applichiamo la politica americana. [.] Siamo amici degli agricoltori e lavoriamo per agevolarli". Il Devida va contro il narcotraffico e non gli agricoltori, ha spiegato ancora Ericcson, che ha detto tuttavia di non sapere se il presidente Alejandro Toledo ricevera' i manifestanti.
Temendo possibili disordini, il ministero dell'Interno ha disposto 3 mila agenti di polizia. E il direttore generale della polizia, Gustavo Carrion, ha ricordato ai manifestanti che non saranno ammessi nel centro storico, dove si trovano gli edifici pubblici del Governo.
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