Pesci acqua dolce troppo inquinati. Anses: mangiarli al massimo due volte il mese
Pesci d'acqua dolce, come anguille, carpe, barbi, troppo inquinati. Necessario quindi limitarne il consumo, portandole a tavola al massimo due volte al mese. E una volta ogni due mesi nel caso di donne incinte e bambini sotto i 3 anni. E' la raccomandazione dell'Agenzia nazionale della sicurezza sanitaria (Anses) d'Oltralpe, che dopo aver rilevato nei pesci livelli elevati di policlorobifenili (Pcb) ha deciso di emanare raccomandazioni basate sul principio di precauzione.I Pcb sono sostanze chimiche - notoriamente presenti in molti corsi d'acqua anche se vietati da 20 anni in molti Paesi europei, Francia compresa - conosciute per la loro capacita' di provocare effetti sullo sviluppo mentale e motorio nei bambini, esposti durante la gravidanza o l'allattamento. L'Agenzia francese ha condotto uno studio durato 3 anni, insieme all'Istituto nazionale di sorveglianza sanitaria, per valutare la presenza di Pcb nei consumatori di pesci d'acqua dolce. Sono state analizzate le abitudini alimentari e i campioni di sangue di 606 pescatori dilettanti e 16 professionisti.
Il livello di consumo di questi alimenti era in generale molto limitato nelle persone controllate e solo in pochi casi i livelli di Pcb sono stati suparati. Ma i pesci d'acqua dolce sono dei bio-accumulatori, ricorda l'Agenzia francese che ha ritenuto necessario porre dei limiti.
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