Pillola giorno dopo: Cei: si' dopo stupro
La Conferenza episcopale tedesca dice si' all'uso della pillola del giono dopo per le donne vittime di stupro. Lo si legge in una nota diffusa dagli stessi vescovi della diocesi cattolica tedesca, riuniti nella citta' di Trier, nella quale si precisa che le pazienti vittime di violenze sessuali in cura nelle strutture ospedaliere cattoliche 'devono ricevere cure umane, mediche, psicologiche e pastorali'.
'La somministrazione della pillola del giorno dopo - prosegue la nota - rientra in questi compiti, fintantoche la cura abbia effetti preventivi e non meramente abortivi'.
Nella nota si aggiunge inoltre che 'i metodi farmaceutici e medici che causano la morte dell'embrione non dovrebbero comunque essere adottati' .
Dopo l'episodio di una donna vittima di violenza sessuale allontanata da due ospedali a Colonia, i vescovi tedeschi si dicono fiduciosi del fatto che le istituzioni cattoliche prendano, in campo medico, decisioni 'in linea con i precetti morali e teologici' e che 'la volonta' della donna interessata sia sempre rispettata'.
'O c'e' un farmaco contraccettivo nuovo che io non conosco e che vorrei conoscere, visto che mette d'accordo anche i cattolici, oppure l'Accademia della Vita ha distinto due farmaci che in realta' hanno la stessa azione'.
Cosi' Silvio Viale, ginecologo e presidente dei Radicali italiani, commenta le precisazioni della Pontificia Accademia della Vita, secondo cui i vescovi tedeschi non hanno aperto alla pillola del giorno dopo ma a un farmaco con effetto contraccettivo.
'La pillola del giorno dopo - spiega - e' contraccezione d'emergenza e si puo' fare in quattro modi: o con il levonorgestrel, che e' un progestinico ed in Italia e' presente in due farmaci venduti come pillola del giorno dopo; o con forti dosi di estrogeni, ma e' un metodo non piu' praticato; o con normali pillole contraccettive a dosi maggiori'. In altre maggiori, a seconda del tipo di pillola, si danno in due somministrazioni ripetute dalle 2 alle 6 pillole, che quindi e' una combinazione di estroprogestinici ed e' noto come metodo Yuzpe. 'Infine si puo' usare il mifepristone (principio attivo della pillola abortiva Ru486) - aggiunge - ma ad un dosaggio molto piu' basso'. Tra questi 4 metodi il piu' diffuso e' il levonorgestrel. 'L'Accademia della Vita - continua il ginecologo - fa la distinzione tra levonorgestrel e metodo Yuzpe, che in realta' hanno la stessa azione'. Inoltre la contraccezione d'emergenza 'non influisce in alcun modo sul destino dell'embrione - conclude Viale - perche' agisce nell'intervallo di tempo tra il rapporto e l'ovulazione.
Disturba l'ovulazione, ma se l'embrione e' gia' formato non vi influisce'.
'La somministrazione della pillola del giorno dopo - prosegue la nota - rientra in questi compiti, fintantoche la cura abbia effetti preventivi e non meramente abortivi'.
Nella nota si aggiunge inoltre che 'i metodi farmaceutici e medici che causano la morte dell'embrione non dovrebbero comunque essere adottati' .
Dopo l'episodio di una donna vittima di violenza sessuale allontanata da due ospedali a Colonia, i vescovi tedeschi si dicono fiduciosi del fatto che le istituzioni cattoliche prendano, in campo medico, decisioni 'in linea con i precetti morali e teologici' e che 'la volonta' della donna interessata sia sempre rispettata'.
'O c'e' un farmaco contraccettivo nuovo che io non conosco e che vorrei conoscere, visto che mette d'accordo anche i cattolici, oppure l'Accademia della Vita ha distinto due farmaci che in realta' hanno la stessa azione'.
Cosi' Silvio Viale, ginecologo e presidente dei Radicali italiani, commenta le precisazioni della Pontificia Accademia della Vita, secondo cui i vescovi tedeschi non hanno aperto alla pillola del giorno dopo ma a un farmaco con effetto contraccettivo.
'La pillola del giorno dopo - spiega - e' contraccezione d'emergenza e si puo' fare in quattro modi: o con il levonorgestrel, che e' un progestinico ed in Italia e' presente in due farmaci venduti come pillola del giorno dopo; o con forti dosi di estrogeni, ma e' un metodo non piu' praticato; o con normali pillole contraccettive a dosi maggiori'. In altre maggiori, a seconda del tipo di pillola, si danno in due somministrazioni ripetute dalle 2 alle 6 pillole, che quindi e' una combinazione di estroprogestinici ed e' noto come metodo Yuzpe. 'Infine si puo' usare il mifepristone (principio attivo della pillola abortiva Ru486) - aggiunge - ma ad un dosaggio molto piu' basso'. Tra questi 4 metodi il piu' diffuso e' il levonorgestrel. 'L'Accademia della Vita - continua il ginecologo - fa la distinzione tra levonorgestrel e metodo Yuzpe, che in realta' hanno la stessa azione'. Inoltre la contraccezione d'emergenza 'non influisce in alcun modo sul destino dell'embrione - conclude Viale - perche' agisce nell'intervallo di tempo tra il rapporto e l'ovulazione.
Disturba l'ovulazione, ma se l'embrione e' gia' formato non vi influisce'.
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