Portogallo. Vitalino Canas: l'Europa va contro le Convenzioni Onu sulle droghe
Vitalino Canas, deputato socialista, gia' ministro e gia' responsabile per le politiche sulle droghe in Portogallo, era a Vienna nei giorni scorsi, ma stava con le Ong. Le sue posizioni critiche rispetto alle attuali politiche sono state riprese dal quotidiano portoghese "Diario de Noticias".
Anche se nessun Paese alla riunione della Commissione Narcotici delle Nazioni Unite si e' schierato contro le Convenzioni, secondo Canas ci sono dei Governi "in preda ad un attacco di nervi, perche' nessuno degli obbiettivi fissati sta per essere raggiunto". "Una delle ipotesi che esistono, per quanto mi sembri irrazionale, e' che i Paesi sostenitori della linea dura vengano a dire che se non sono stati raggiunti gli obbiettivi fissati e' perche' c'e' bisogno di maggiore proibizionismo e polizia". E quando gli viene chiesto quali misure piu' rigide potrebbero essere pensate, il parlamentare socialista risponde: "La mia immaginazione non va tanto lontano, ma quello che occorrerebbe fare -ed e' di questo che si e' parlato nella riunione parallela- e' di liberarci di tutti i tabu' e i preconcetti. Occorre discutere con rigore ed evidenza scientifica delle diverse proposte. Le politiche interamente basate sulla lotta alla produzione della droga non hanno dato risultati. Nel triangolo Bolivia, Colombia e Peru' (i Paesi produttori della foglia di coca per eccellenza), la produzione non e' mai scesa sotto certi livelli, c'e' stata solo una dislocazione delle coltivazioni da una zona ad un'altra. Questi Paesi non smetteranno mai di rispondere alla domanda. Anche in Afghanistan si sa che c'e' un ritorno delle coltivazioni di papavero da oppio. C'e' bisogno di una risposta globale, rivolta alla produzione, ma anche attenta alla domanda, alla necessita' di ridurre i rischi e alla riabilitazione". "Credo che in Europa abbiamo fatto progressi sia a livello di numeri credibili che di esperienze, molte volte contro le stesse Convenzioni (dell'Onu). Lo scambio di siringhe e' molto diffuso praticamente in tutti i Paesi, e sappiamo che in Portogallo questa pratica ha un impatto decisivo per i consumatori problematici. Lo stesso vale per l'uso del metadone e per le sale di iniezioni assistite (narcosale), anche se le esperienze sono piu' localizzate. C'e' bisogno di far si' che gli Stati facciano esperimenti, non di ritrovarsi bloccati in un sistema di Convenzioni".
Anche se nessun Paese alla riunione della Commissione Narcotici delle Nazioni Unite si e' schierato contro le Convenzioni, secondo Canas ci sono dei Governi "in preda ad un attacco di nervi, perche' nessuno degli obbiettivi fissati sta per essere raggiunto". "Una delle ipotesi che esistono, per quanto mi sembri irrazionale, e' che i Paesi sostenitori della linea dura vengano a dire che se non sono stati raggiunti gli obbiettivi fissati e' perche' c'e' bisogno di maggiore proibizionismo e polizia". E quando gli viene chiesto quali misure piu' rigide potrebbero essere pensate, il parlamentare socialista risponde: "La mia immaginazione non va tanto lontano, ma quello che occorrerebbe fare -ed e' di questo che si e' parlato nella riunione parallela- e' di liberarci di tutti i tabu' e i preconcetti. Occorre discutere con rigore ed evidenza scientifica delle diverse proposte. Le politiche interamente basate sulla lotta alla produzione della droga non hanno dato risultati. Nel triangolo Bolivia, Colombia e Peru' (i Paesi produttori della foglia di coca per eccellenza), la produzione non e' mai scesa sotto certi livelli, c'e' stata solo una dislocazione delle coltivazioni da una zona ad un'altra. Questi Paesi non smetteranno mai di rispondere alla domanda. Anche in Afghanistan si sa che c'e' un ritorno delle coltivazioni di papavero da oppio. C'e' bisogno di una risposta globale, rivolta alla produzione, ma anche attenta alla domanda, alla necessita' di ridurre i rischi e alla riabilitazione". "Credo che in Europa abbiamo fatto progressi sia a livello di numeri credibili che di esperienze, molte volte contro le stesse Convenzioni (dell'Onu). Lo scambio di siringhe e' molto diffuso praticamente in tutti i Paesi, e sappiamo che in Portogallo questa pratica ha un impatto decisivo per i consumatori problematici. Lo stesso vale per l'uso del metadone e per le sale di iniezioni assistite (narcosale), anche se le esperienze sono piu' localizzate. C'e' bisogno di far si' che gli Stati facciano esperimenti, non di ritrovarsi bloccati in un sistema di Convenzioni".
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