Poste rilancia l'Opas su Tim: più cash e via la soglia minima
Poste Italiane ha deciso di rilanciare la propria offerta pubblica di acquisto e scambio (Opas) su Tim, intervenendo su due elementi chiave dell'operazione: l'importo della componente in contanti e la condizione di efficacia legata alla soglia minima di adesioni. Come riporta Il Sole 24 Ore, il consiglio di amministrazione guidato da Matteo Del Fante ha deliberato un incremento di 0,30 euro per ogni azione Tim portata in adesione, pari a circa il 18% in più sulla parte cash rispetto all'offerta originaria.
Il nuovo corrispettivo prevede quindi 1,97 euro in contanti per ogni azione Tim, contro gli 1,67 euro previsti inizialmente, a cui si aggiungono 0,218 azioni Poste Italiane di nuova emissione. L'aumento comporta per il gruppo guidato da Del Fante un impegno finanziario incrementale stimato in circa 512 milioni di euro. Al valore implicito calcolato sui prezzi di inizio settembre, l'offerta arriva a circa 7,83 euro per azione.
La mossa più significativa riguarda però la rinuncia alla condizione soglia: Poste ha infatti eliminato il vincolo che subordinava la validità dell'Opas al raggiungimento del 66,67% dei diritti di voto esercitabili nelle assemblee di Tim. Il gruppo ha comunicato che acquisterà tutte le azioni portate in adesione "anche qualora si trattasse di un quantitativo di azioni oggetto dell'offerta inferiore al 66,67% dei diritti di voto esercitabili nelle assemblee dell'emittente". Restano invece invariate le altre condizioni di efficacia dell'offerta.
La decisione arriva a pochi giorni dalla scadenza del periodo di adesione, fissata per l'11 settembre, dopo un andamento delle adesioni giudicato deludente: alla chiusura dell'ultima seduta utile le adesioni si fermavano al 6,158% del capitale di Tim, corrispondente a poco meno del 5% delle azioni oggetto dell'offerta, sommato al 20% circa già detenuto da Poste come primo azionista della società telefonica. Proprio per effetto della rinuncia alla soglia minima, l'offerta sarà riaperta dal 21 al 25 settembre 2026, mentre restano confermate la chiusura del periodo di adesione originario all'11 settembre e la data di pagamento, prevista per il 18 settembre.
Nel comunicare il rilancio, Poste ha definito il nuovo corrispettivo come quello finale dell'offerta, lasciando intendere che non seguiranno ulteriori ritocchi. Il gruppo ha inoltre sottolineato come le due decisioni intendano confermare la rilevanza strategica e industriale dell'operazione, che punta a creare un polo unico nelle telecomunicazioni italiane.
A rafforzare il quadro è arrivato, proprio nei giorni precedenti al rilancio, un segnale significativo da parte del vertice di Tim: l'amministratore delegato Pietro Labriola, insieme ai dirigenti con responsabilità strategiche del gruppo telefonico, ha portato in adesione le azioni detenute nell'ambito dell'Opas promossa da Poste Italiane. La società telefonica ha ricordato come già lo scorso 18 luglio il proprio consiglio di amministrazione avesse ritenuto congruo il corrispettivo dal punto di vista finanziario, valutando positivamente anche il razionale industriale e le prospettive dell'operazione. I dettagli relativi alle singole operazioni di adesione del management saranno resi pubblici attraverso le comunicazioni di internal dealing previste dalla normativa.