Martedì 22 settembre 2026
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Progetto di legge bipartisan per morte dignitosa

ASIA - GIAPPONE
Notizia ·
Sulla scia del dibattito sempre piu' pressante sull'eutanasia passiva, in Giappone un gruppo di deputati ha elaborato una bozza di progetto di legge per definire il processo di 'morte dignitosa' per i malati terminali e impedire che lo staff medico venga perseguito penalmente per la sospensione delle cure indispensabili a tenere in vita un malato.
Come reso noto ieri dall'agenzia Kyodo, la 'Lega per la morte dignitosa', un gruppo parlamentare bipartisan, intende utilizzare il documento come base di partenza per approfondire il dibattito sull'eutanasia passiva, prima di sottoporre un progetto di legge in materia al parlamento.
La bozza propone di autorizzare la sospensione delle cure a patto che almeno due medici certifichino lo stato terminale del malato e il paziente abbia in precedenza dichiarato per iscritto la propria volonta' di non proseguire i trattamenti per mantenerlo in vita se non c'a' alcuna possibilita' di guarigione.
L'eutanasia e' tornata prepotentemente alla ribalta in Giappone in seguito a un'inchiesta che ha rivelato come quella passiva sia correntemente praticata negli ospedali in un significativo numero di casi.
I risultati dell'inchiesta, pubblicati dall'agenzia Kyodo alcuni mesi fa, avevano rivelato che su 95 centri clinici per malati terminali, 13 avevano assentito a richieste per 'staccare la spina' degli apparati di respirazione di malati terminali.
Interrogati sui criteri in proposito, sette dei responsabili di questi centri avevano affermato di essersi riferiti ai medesimi standard utilizzati per la rimozione degli organi destinati ai trapianti e basati principalmente sugli indicatori di morte cerebrale. Questi dati avevano fatto scalpore, per la notoria riluttanza di molti sanitari nipponici ad affrontare apertamente un argomento dai contorni sociali e giudiziari ancora indefiniti.
In Giappone non esistono infatti norme sull'eutanasia passiva. Sebbene nel Paese del harakiri, noto anche oggi per gli elevati tassi di suicidio, non vi siano specifiche preclusioni contro la 'morte dignitosa', sono molti i tradizionalisti che vi si oppongono e vi sono state varie vicende come quella di Piergiorgio Welby in Italia.
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