Martedì 9 giugno 2026
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Il proibizionismo uccide ancora: in galera per droga, morto

U.E. - ITALIA
Notizia ·
Un detenuto di 32 anni Simone La Penna è stato trovato morto questa mattina nel suo letto del centro clinico del carcere di Regina Coeli di Roma. Lo rende noto il garante regionale dei detenuti del Lazio, Angiolo Marroni. Dai primi accertamenti si tratterebbe di una morte naturale. Secondo il garante, l’uomo era in carcere per reati connessi allo spaccio di droga e soffriva di una grave forma di anoressia nervosa e, dalle analisi, risultava una carenza di potassio nel sangue. A Regina Coeli era arrivato dal reparto medico per detenuti dell'ospedale "Belcolle" di Viterbo.
“Si allunga l'elenco dei morti in carcere - ha detto Marroni - ed è giusto che, anche se sembra una morte naturale, la magistratura faccia chiarezza. In generale, io credo che siano maturi i tempi per una riflessione complessiva: il carcere non è certamente il luogo più adatto per i malati gravi”.

LEGALE FAMIGLIA, NON CAUSE NATURALI
- 'Non mi risulta, allo stato attuale dei fatti, che la morte di Alessio Scarano sia avvenuta per cause naturali'. Lo sostiene l'avvocato Roberto Brizio, il legale incaricato dalla famiglia del ragazzo di 24 anni morto l'altro ieri nel carcere di Cuneo.
'Il cadavere - aggiunge Brizio - non presentava segni di percosse. Dai primi responsi dell'autopsia, pero', mi sembra di poter escludere le cause naturali. Il sospetto e' che a uccidere Scarano sia stata l'assunzione di sostanze stupefacenti in carcere, ma per averne la certezza si dovra' attendere l'esito degli esami tossicologici sui campioni di sangue prelevati'.
Sulla vicenda il sostituto procuratore di Cuneo, Attilio Stea, ha aperto un fascicolo K, ovvero senza indagati ne' ipotesi di reato.

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