Psilocibina: oltre 8 milioni l'hanno usata nell'ultimo anno
Più di otto milioni di americani — quasi il 3% della popolazione — hanno fatto uso di psilocibina nell'arco dell'ultimo anno. È quanto emerge da una nuova ricerca condotta dall'Università dell'Illinois di Urbana-Champaign (UIUC) e pubblicata sull'American Journal of Preventive Medicine Focus. Come riporta Earth.com, lo studio è stato guidato dal professor Andrew Yockey e dalla collega Rachel Hoopsick, e si basa sui dati del National Survey on Drug Use and Health 2024, un'indagine federale che ha coinvolto circa 58.000 persone dai 12 anni in su.
La psilocibina è il composto psicoattivo presente in oltre 200 specie di funghi. L'interesse attorno a questa sostanza è cresciuto notevolmente negli ultimi anni, sia per la sua potenziale applicazione terapeutica nella cura della depressione, dei disturbi d'ansia e delle dipendenze, sia per il progressivo allentamento delle restrizioni normative in alcuni Stati americani che ne stanno valutando la decriminalizzazione.
Dall'analisi emergono profili demografici precisi: gli utilizzatori tendono a essere più giovani, di sesso maschile, bianchi e con redditi più alti. Il fattore economico pesa in modo significativo: una seduta di terapia psichedelica assistita può costare fino a 6.500 dollari, raramente coperta dalle assicurazioni sanitarie. Il professor Yockey individua in questo un vero e proprio problema di accesso: chi ha redditi bassi ha meno opzioni terapeutiche disponibili e pochissime possibilità di permettersi un percorso strutturato e supervisionato.
Un dato preoccupante riguarda il cosiddetto policonsumo: la maggior parte di chi usa psilocibina non si limita a questa sostanza, ma la abbina ad alcol, cannabis, cocaina, ecstasy, LSD e ketamina. Gli esperti di salute pubblica sono particolarmente allarmati da queste combinazioni: il professor Yockey avverte che associare psilocibina ad altre sostanze come la ketamina può portare a gravi conseguenze, compreso il rischio di avvelenamento o morte, poiché si conosce ancora pochissimo sugli effetti di queste interazioni.
Quanto ai rischi della psilocibina in sé, lo studio ricorda che possono includere allucinazioni, aumento della frequenza cardiaca e della pressione arteriosa, debolezza muscolare, vomito e perdita di coordinazione. Il rischio di dipendenza esiste ma è considerato molto basso. Il problema maggiore, sottolinea Hoopsick, è che l'utilizzo avviene prevalentemente al di fuori di contesti clinici controllati, il che rende impossibile conoscere dosaggi e potenza del prodotto.
Un secondo rapporto, il RAND Psychedelics Survey 2025, basato su un campione più ridotto ma riferito alla sola popolazione adulta, stima un numero ancora più alto: circa 11 milioni di americani avrebbero usato psilocibina nell'ultimo anno, spesso ricorrendo al cosiddetto microdosaggio — ovvero quantità troppo basse per produrre effetti psichedelici veri e propri.
I ricercatori si aspettano che la diffusione continui a crescere parallelamente all'evoluzione del quadro normativo e all'espansione delle ricerche sulle terapie psichedeliche. Hoopsick sottolinea che la maggior parte dei consumi avviene fuori dai trial clinici e che lo studio colma un vuoto informativo importante, tracciando per la prima volta un profilo realistico di chi usa questa sostanza nella popolazione generale e quali altri comportamenti vi sono associati.