Record di contraffazione: 196 milioni di prodotti falsi intercettati nel 2025
Le autorità doganali e di controllo dell'Unione Europea hanno intercettato nel 2025 un numero record di prodotti sospettati di contraffazione: oltre 196 milioni di articoli, per un valore stimato di 6,3 miliardi di euro. Si tratta del 67% in più rispetto al 2024, come riporta Ecommerce News, che cita un rapporto congiunto della Commissione Europea e dell'EUIPO, l'Ufficio dell'Unione Europea per la Proprietà Intellettuale.
Dei 196 milioni di articoli intercettati, 154 milioni sono stati bloccati all'interno del mercato unico europeo, mentre i restanti 42 milioni sono stati fermati alle frontiere esterne dell'UE: più del doppio rispetto all'anno precedente. Il valore complessivo delle merci bloccate ai confini esterni si aggira intorno ai 2 miliardi di euro.
La maggior parte dei sequestri effettuati dalle dogane europee ha riguardato spedizioni tramite corriere espresso, con 45.094 casi registrati nel corso dell'anno, e pacchi postali, per altri 26.453 casi. Si tratta di canali tipicamente legati al commercio elettronico transfrontaliero.
Interpellata sui dati, la Commissione Europea ha sottolineato le difficoltà crescenti che le autorità doganali si trovano ad affrontare: il volume di merci che entra nell'UE attraverso l'ecommerce è in costante aumento, mentre le catene di approvvigionamento risultano sempre più frammentate e i metodi di trasporto sempre più diversificati. Questo insieme di fattori rende via via più complicato individuare e bloccare i prodotti contraffatti prima che raggiungano i consumatori.
Per rispondere a questa situazione, la Commissione richiama la recente Riforma Doganale dell'UE, che prevede l'istituzione di un'Autorità Doganale europea e di un EU Customs Data Hub, una piattaforma pensata per tracciare le catene di fornitura in tempo reale e individuare più rapidamente le spedizioni ad alto rischio.
Bruxelles sta inoltre valutando nuovi strumenti economici per rafforzare i controlli. Oltre al dazio di importazione di 3 euro già previsto e alla futura tassa di sdoganamento di 2 euro, la Commissione sta considerando l'introduzione di una tassa di sorveglianza pensata per finanziare ispezioni più efficaci sui prodotti in arrivo, in particolare quelli provenienti dalla Cina, uno dei principali paesi di origine dei beni contraffatti individuati dalle autorità europee.