Ricriminalizzare la metanfetamina ignora le prove scientifiche
In Australia, gli operatori impegnati nella riduzione del danno da droghe si oppongono con forza alla proposta di reintrodurre la criminalizzazione del possesso personale di metanfetamina (crystal meth, nota come "ice"). Come riporta la Australian Broadcasting Corporation, secondo questi esperti la misura ignora le evidenze scientifiche disponibili e rischia di aggravare lo stigma sociale nei confronti delle persone con dipendenza.
La proposta arriva dal leader dell'opposizione liberale nel Territorio della Capitale Australiana (ACT), Mark Parton, che nel suo discorso di replica al bilancio ha annunciato l'intenzione di rendere nuovamente illegale il possesso di metanfetamina, ribaltando la legge di depenalizzazione delle droghe approvata nell'ACT con il sostegno di Laburisti e Verdi. Parton ha definito quella legge "fallita" e ha dichiarato che un governo liberale non potrebbe mai trattare una sostanza così dannosa come una semplice infrazione minore.
Il premier dell'ACT, Andrew Barr, ha replicato con durezza, definendo la proposta di ricriminalizzazione "un ritorno a una politica fallita" che antepone l'ideologia alla guida politica concreta.
Sul fronte della salute pubblica, gli esperti di riduzione del danno sottolineano che penalizzare il possesso personale non riduce i consumi di droga, ma produce un effetto opposto: allontana le persone dai servizi sanitari e di supporto, privandole dell'accesso alle cure proprio nel momento in cui ne avrebbero più bisogno. Chi ha una segnalazione sulla fedina penale a causa del consumo di droghe affronta barriere sociali di lungo periodo — difficoltà nell'accesso al lavoro e all'abitazione — che peggiorano la salute mentale, la stabilità economica e le dinamiche familiari.
I sostenitori di un approccio orientato alla salute pubblica ricordano che la ricerca globale mostra come la depenalizzazione produca variazioni minime nei livelli di consumo, mentre lo stigma legato alla criminalizzazione scoraggia attivamente la richiesta di aiuto. Intervenire prima, con un approccio sanitario, produce invece risultati migliori sia per il singolo sia per la comunità.
Nel dibattito australiano pesa anche il dato sull'opinione pubblica: secondo studi recenti, la maggioranza degli australiani — il 57,3% — preferisce una risposta di tipo sanitario al possesso di metanfetamina piuttosto che una risposta penale. Un segnale che la direzione indicata dalla scienza e dai professionisti della riduzione del danno trova un riscontro crescente anche tra i cittadini.