Risparmio, italiani prudenti: cresce il conto deposito, cala l'oro
I risparmiatori italiani guardano al futuro del Paese con maggiore preoccupazione, ma non rinunciano a mettere da parte denaro e a investire, scegliendo però strade prudenti. È quanto emerge dall'ultima edizione dell'Osservatorio Anima, il sondaggio condotto a settembre su oltre mille correntisti italiani, un campione rappresentativo di circa 35 milioni di persone, di cui ha dato notizia il Corriere della Sera.
Tra le tendenze più significative rilevate dalla ricerca, cala la preferenza degli italiani per l'oro come bene rifugio, passata dal 23% al 19%, mentre cresce quella per i conti di deposito, saliti dal 12% al 15%. Un segnale di spostamento verso strumenti liquidi ma comunque remunerati, in un contesto in cui il 43% degli intervistati si aspetta rendimenti compresi tra il 2 e il 5%, contro il 39% registrato a febbraio.
Le preoccupazioni economiche non colpiscono però tutte le fasce d'età allo stesso modo. Il costo della vita risulta la principale fonte di ansia soprattutto per la fascia 55-64 anni, dove la quota di chi se ne dice preoccupato arriva al 48%. La crisi del sistema pensionistico, invece, inquieta il 40% degli over 55, contro il 28% dei giovani tra 18 e 34 anni. Questi ultimi, al contrario, mostrano un timore più marcato verso uno sviluppo incontrollato dell'intelligenza artificiale: il 17% dei giovani esprime questa preoccupazione, contro appena il 5% degli over 55. Un dato che accomuna comunque tutte le generazioni è la diffidenza verso l'IA in ambito finanziario: nessuno degli intervistati, indipendentemente dall'età, affiderebbe la gestione del proprio portafoglio a un sistema di intelligenza artificiale.
Sul fronte della soddisfazione, il 51% degli investitori si dichiara soddisfatto delle proprie scelte finanziarie, mentre il 25% ritiene che questo sia un buon momento per investire, una quota in crescita rispetto al 18% rilevato a marzo.
Un altro elemento messo in evidenza dalla rilevazione riguarda il rapporto tra rendimento e sostenibilità ambientale nelle scelte di investimento. Per la prima volta dal 2022, secondo quanto dichiarato da Pierluigi Giverso di Anima, tra i risparmiatori prevale la preferenza per il rendimento economico rispetto ai criteri di sostenibilità ambientale, un'inversione di tendenza che viene messa in relazione con il peso crescente del caro energia sui bilanci familiari.