Lunedì 31 agosto 2026
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Rsa senza muri: il progetto lombardo con quattro sfide per il futuro

U.E. - ITALIA
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Un progetto nato a Lecco nel 2024 sta cercando di ridisegnare il volto delle residenze sanitarie assistenziali, trasformandole da luoghi chiusi e separati dalla società in spazi aperti alla comunità. Come riporta UNEBA Nazionale, l'iniziativa si chiama "Rsa, dove le generazioni si incontrano. Insieme per un approccio di sistema" e coinvolge oggi 14 residenze per anziani della provincia di Lecco.

 

Il progetto è al centro di un approfondimento pubblicato sul numero 05/2026 della rivista Animazione Sociale, dal titolo "Sognare una diversa RSA. Quattro sfide per residenze senza muri". Il contributo porta la firma di Laura Formenti, docente universitaria, Elisabetta Lazzarotto, coordinatrice del progetto, Rosaria Bonacina del consiglio di amministrazione degli Istituti Airoldi e Muzzi, Virginio Brivio, presidente di Uneba Lecco, Andrea Millul, direttore sanitario degli stessi Istituti, e Gaia Del Negro, pedagogista e counselor.

 

L'obiettivo dichiarato è abbattere i muri, fisici e mentali, che ancora oggi separano le Rsa dalla vita quotidiana della comunità, e trasformarle in luoghi di formazione e relazione. Per farlo, l'approfondimento individua quattro sfide da affrontare. La prima riguarda l'integrazione delle residenze nella rete territoriale dei servizi, così da superare l'isolamento istituzionale che spesso le caratterizza. La seconda punta a trasformare le Rsa da strutture puramente assistenziali a vere e proprie piattaforme comunitarie di prossimità, radicate nel tessuto sociale del territorio in cui operano.

 

La terza sfida riguarda la costruzione di relazioni autentiche tra generazioni diverse: il progetto coinvolge giovani e adolescenti non in una logica caritatevole, ma come occasione di scambio formativo reciproco, in cui sia i ragazzi sia gli anziani hanno qualcosa da imparare e da offrire. La quarta sfida infine è quella di garantire dignità e autodeterminazione ai residenti, coinvolgendoli attivamente nel racconto della propria storia personale e formando il personale delle strutture affinché sappia sostenerne l'autonomia residua, invece di limitarsi a una logica puramente assistenziale.

 

Il progetto guarda anche a due categorie specifiche: i cosiddetti "giovani anziani", persone tra i 65 e i 74 anni a rischio di isolamento sociale, e le persone con storie di malattia psichiatrica nella fase dell'invecchiamento. L'obiettivo, in entrambi i casi, è avvicinarle progressivamente alla vita delle Rsa, così da rendere meno traumatico un eventuale futuro ricovero e favorire una maggiore familiarità con questi luoghi di cura.

 

Capofila dell'iniziativa sono gli Istituti Riuniti Airoldi e Muzzi di Lecco, a cui si affiancano altre tredici strutture del territorio: la Fondazione Casa di Riposo Brambilla-Nava di Civate, Villa dei Cedri di Merate, Borsieri-Colombo di Lecco, la Fondazione Sacra Famiglia di Regoledo di Perledo, la Casa di Riposo Enrico e Antonio Nobili di Viganò Brianza, La Madonnina di Vendrogno, la Casa di Riposo di Monticello Brianza, Casa Sant'Antonio di Barzio, l'Opera Pia Magistris di Valmadrera, Casa Del Cieco di Civate, Villa Serena di Introbio, Casa Madonna Della Neve di Premana e la Casa di Riposo di Mandello del Lario.

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