Mercoledì 4 novembre 2026
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Ru486, e' caciara

U.E. - ITALIA
Notizia ·
L'Aifa, Agenzia italiana del farmaco, si appresta ad esaminare l'immissione in commercio della pillola abortiva Ru486. Dalla prossima riunione del suo Consiglio di amministrazione potrebbe uscire il via libera definitivo al farmaco che consente l'aborto tramite espulsione del feto. A meno che, all'ultimo, non si rinvii ad altra data la decisione sulla ratifica o meno da parte dell'organismo cui spetta l'ultima parola in materia.
L'Agenzia ha in piu' occasioni ribadito che la Ru486, a base di mifepristone (capace di 'bloccare' il nutrimento dell'embrione), potra' essere somministrata unicamente in ospedale, con obbligo di almeno un giorno di ricovero, in coerenza con la legge 194 sull'interruzione volontaria di gravidanza. L'azienda produttrice, la francese Exelgyn, ha gia' individuato la societa' a cui appoggiarsi in Italia per la distribuzione del farmaco abortivo. In realta', il primo via libera dell'Aifa all'uso della pillola Ru486 era gia' arrivato nel febbraio scorso. Manca ora una decisione sull'immissione in commercio e sul prezzo del medicinale che dovrebbe arrivare a breve, come da diverso tempo annuncia Guido Rasi, direttore generale dell'Aifa: "Ritengo che sia improbabile che la procedura per il via libera alla pillola abortiva Ru486 sia bocciata. Per lo meno queste sono le mie aspettative. Il verdetto finale dovrebbe comunque arrivare questo mese". Come previsto, la Ru486 sara' domani all'esame della Commissione tecnico scientifica (Cts) dell'Agenzia italiana del farmaco. L'ordine del giorno, infatti, prevede fra le questioni di carattere generale un esame collegiale incentrato sul mifepristone, il principio attivo della pillola che consente l'aborto farmacologico. L'ultima parola spetta pero' al cda dell'Aifa, organismo composto da cinque persone e presieduto da Antonella Cinque.
L'introduzione e l'utilizzo anche in Italia della pillola abortiva Ru486 hanno suscitato alcune critiche, non solo da parte delle gerarchie ecclesiastiche. Il sottosegretario al Welfare, Eugenia Roccella, ha piu' volte denunciato che varie donne sono gia' morte per avere assunto questo farmaco. Mentre il ministro della gioventu', Giorgia Meloni, ha lanciato un appello a tutte le ragazze: "Non considerate la pillola Ru486 un anticoncezionale perche' non lo e'". "Siamo decisamente contrari alla pillola abortiva Ru486. No alla domiciliazione dell'aborto. Diciamo no all'aborto fai da te. Studi medici dimostrano che la cosiddetta 'kill pill', la pillola assassina, e' estremamente dannosa per l'organismo umano tanto da aver gia' provocato alcuni decessi negli Stati Uniti e in altre parti del mondo", commenta l'esponente del Popolo della liberta' Gabriella Carlucci, vicepresidente della commissione Bicamerale per l'Infanzia. Di parere opposto e' il deputato del Partito democratico, Livia Turco: "Mi auguro che non si frapponga nessun ostacolo per autorizzare la registrazione anche in Italia del farmaco Ru486. Si tratta infatti di un atto dovuto basato sull'autonoma valutazione dell'autorita' europea del farmaco" dice il capogruppo del Pd in commissione Affari sociali della Camera. "La pillola e' ampiamente collaudata e utilizzata in tutti i Paesi europei - prosegue Turco -.
L'Italia arriva per ultima a causa di pregiudizi ideologici.
Sarebbe grave adesso se venisse vietata la diffusione ed e' ancor piu' grave e' l'ingerenza della politica nell'ambito clinico farmacologico". Mentre per Silvana Mura dell'Idv "non alcun senso opporsi ad uno strumento che consente di procedere all'interruzione di gravidanza in maniera meno invasiva senza ricorrere alle attuali tecniche chirurgiche".
La Ru486 rientra tra i farmaci che "non sono tanto innocenti per la salute delle donne che li assumono", ha affermato il cardinale Javier Lozano Barragan ministro della Salute del Vaticano, in vista dell'introduzione in Italia della pillola abortiva. La condanna della Ru486 e' arrivata anche nel recente documento vaticano "Dignitas personae", un'istruzione della Congregazione per la dottrina della fede vincolante per i fedeli cattolici. Del resto anche la cosiddetta "pillola del giorno dopo" - contraccettivo d'emergenza non assimilabile a un metodo abortivo farmacologico, e quindi diverso dalla Ru486 - e' stata bocciata dall'ex Sant'Uffizio per la sua "intenzionalita' abortiva". L'Italia in questo senso sconta un ritardo rispetto ad alti Paesi. Sulla Ru486 "arriviamo con un ritardo di 20 anni rispetto alla Francia e all'Inghilterra e 10 rispetto agli altri paesi europei e agli Stati Uniti. La questione non e' ancora finita, perche' sono certo che chi ha provocato questo ritardo storico continuera' la guerriglia contro questa pillola, come se fosse responsabile dell'aborto, mentre la questione dell'aborto non riguarda il metodo con cui viene eseguito". A sostenerlo in un'intervista a Econews e' Silvio Viale, il ginecologo che nel gennaio 2001 presento' all'Ospedale S. Anna di Torino la richiesta di sperimentazione della Ru486. 
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